Ed è successo

Il libro è nato, è stampato, puntellandosi sulle mollette incerte della copertina troverà il suo modo di andare.
Ieri è stato presentato, con un pò d’impaccio e d’emozione: pare sia normale.
Cosa voglio dire di questo libro? Che i racconti sono stati scritti soprattutto negli ultimi quattro anni, anni che per me sono stati devastanti ma molto interessanti. Sono cresciuto con questi racconti. Rileggendoli mi hanno insegnato cose che non sapevo mentre li scrivevo. Chissà se chi li legge lo capisce…
Quando qualcuno scrive, può darsi che scriva per se stesso (ne dubito, però).
Quando qualcuno pubblica un libro, non ha più alibi: si pubblica per farsi leggere. Si pubblica per sapere cosa ne pensano gli altri, se capiscono quello che volevi dire, far vedere, far sentire. Oppure se capiscono altro, un libro va sempre al di là dell’autore, si sa, si sa. Immagino già quelli che hanno iniziato a leggerlo, probabilmente qualcuno che mi conosce di persona, un’amica, un cugino, una collega, un ex-alunno, forse si chiedono quali racconti siano autobiografici e quali no, e a quale livello, a quale profondità. Beh, questa è una curiosità che non è detto verrà soddisfatta…

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