KC merda

A mezzogiorno mi chiama una mia vecchia amica, che ho conosciuto una quindicina di anni fa quando, in coppia con Pippo (alias Stefano Filippi) animava il Ludobus sotto lo pseudonimo clownesco di Giuditta. All’epoca studiava al Dams di Bologna, e ricordo fece una tesi sulla merda nella letteratura. Volendo mettere qualche notizia in proposito ho digitato su Google il suo nome e l’argomento:

KATIA CONTE MERDA

Solo dopo mi sono accorto che poteva sembrare offensivo… Scusa, Katia.

Comunque, ho trovato un solo post sull’argomento, un riferimento scritto da Giuliano Scabia che le fece da correlatore. Una ragazza che fa una tesi di laurea sulla merda è già di per sé interessante. In più Katia ha uno dei più bei sorrisi che abbia mai visto, quando sorride le si apre il viso, per cui volevo mettere il link a una sua foto, ma non ne ho trovate. Pazienza.

Mi dice (probabilmente telefonando da una libreria):

Ho appena comprato il tuo libro! Sulla fiducia. Poi ti chiamo e ti dico se NON mi è piaciuto.

Ora, questo porre l’accento sulla negazione è positivo. Vuol dire che lei si aspetta che le piaccia, nel qual caso non le piacesse, me lo farà sapere. E, conoscendola, so che non ha alcun timore reverenziale nei confronti di un autore. E’ lei che, di fronte a un auto-proclamantesi poeta cittadino, a chi le disse: “ma lui è un poeta!”, rispose:

Sì, un po’ eta e un po’ beta.

E questa battuta la trovate anche nel secondo post, qualora gugoliate KATIA CONTE MERDA.

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