Un 20 novembre d’allegria

Oggi è il 20 novembre. Per me è una data familiare, essendo il compleanno di mia madre, a cui ho dedicato il mio libro.

Ma faccio un passo indietro, a qualche giorno fa.

Sono a pranzo dai miei suoceri, Emilia e Mario. Sto parlando della libreria Edison e di come l’hanno ristrutturata. Emilia, alla quale ho dedicato un intero set su Flickr, mi dice che non l’ha ancora vista. Le dico, che problema c’è, un giorno, finito il pranzo, io te e Ale ci andiamo a prendere il caffè. E lei, no, macché, come faccio, prima devo finire le faccende, e così via. Insomma, declina l’invito. Ogni tanto io e Ale abbiamo questa missione, portarla da qualche parte che non siano le botteghe per fare la spesa o i centri commerciali il sabato pomeriggio. Sicché abbiamo insistito. Niente. Le dico: ma non c’è un posto dove ti piacerebbe andare, sul mare, che ne so? Fa lei: mah, un posto ci sarebbe: al cimitero. E’ tanto che non ci vado. Lui (Mario, ndr) non mi ci porta mai. Dice Ale: possibile che una, di tutti i posti, voglia andare al cimitero? Poi mi viene in mente che a giorni sarebbe stato il 20 novembre, quindi dico: andiamoci venerdì, che è il compleanno di mamma. Emilia sembra entusiasta. Dice: allora venerdì mi sbrigo a fare le faccende e andiamo.

Così è stato. Oggi abbiamo pranzato a mezzogiorno e mezzo, prima delle due Emilia aveva fatto già tutte le faccende. Mario però ci ha informato che il cimitero apriva alle due e mezzo. Indovinate un po’? Io e Ale, per passare mezzora, abbiamo portato Emilia alla libreria Edison a prendere il caffè. Le abbiamo fatto vedere l’ex cinema Lazzeri ristrutturato e trasformato in libreria, ma Emilia è parsa interessata solo ai nuovi calendari coi gattini (e questo dà ragione a Elio e le storie tese riguardo alla scelta della copertina dell’ultimo CD).

Alle 14e30 puntuali siamo arrivati davanti ai cancelli del cimitero appena spalancati. Prima però Emilia ha comprato 4 orchidee. Così, a occhio.

Prima orchidea: Mia mamma. Buon compleanno, mamma.

Seconda orchidea: Mio babbo.

Terza visita (senza orchidea): Zia Franca (mia).

Terza orchidea: Zia Bruna (di Ale, cognata di Emilia)

Quarta orchidea: Zia Liliana (di Ale, altra cognata di Emilia)

Altre visite senza orchidee (ormai finite): Il suocero di Emilia, la suocera di Emilia, il cognato di Emilia, i genitori del cognato di Emilia, i genitori di un altro cognato di Emilia. E forse dimentico qualcuno. Comunque: a un certo punto Emilia, indicando una foto, dice: lo vedi lui? Quella accanto è la moglie. Lui veniva sempre qui a trovarla, tutti i giorni, sistemava i fiori, la tomba, ci si salutava, ogni tanto, quando si veniva. Poi un giorno siamo venuti e l’abbiamo visto in una foto accanto a lei. L’ultima volta era vivo e poi eccolo lì. E poi ha concluso con la mia frase preferita, una perla di saggezza rara (Emilia è un genio!): “Pare impossibile, si finisce.”

E così è anche finita la nostra visita al cimitero, non prima però di aver fatto una capatina a salutare Gilda, che non so chi fosse ma dalla foto sembrava una vecchina molto perbene. Non so se avete notato che Emilia è andata a trovare solo conoscenti o parenti acquisiti. Questo perché lei è originaria della Maremma, e tutti i suoi parenti morti sono sepolti là. Prima o poi toccherà portarcela…

Torniamo in avanti. Dicevo che oggi è il 20 novembre. Mia madre avrebbe compiuto 67 anni. Ho ritrovato questa poesia che ricordavo di avere scritto quando ero all’Isola d’Elba. Mmmmm, periodo buiotto. Si intitola

Happy birthday, mother!

 

Oggi è il compleanno della madre

che mi ha fatto così complicato

e senza pace.

Oggi è il giorno dell’incertezza,

dei sensi di colpa.

La pioggia fende il buio

e si schianta a terra

battendo il tempo

di un’altra notte

che non dormo.

È lontano il tempo delle carezze.

Io, coi piedi intrecciati,

mi trattengo da esplodere.

 

Happy birthday, mother.

 

Ho scritto questa poesia il 20 novembre 2002.

Neanche un anno dopo a mia madre è stato diagnosticato un cancro alla gola.

L’anno successivo le sono venuti due infarti e un tumore alle ossa.

L’anno successivo il terzo infarto le è stato fatale.

E ho fatto una sintesi molto stringata.

Nel 2005, per me, è cambiato qualcosa.

Qualcuno che legge lo sa.

 

Su Wikipedia ho scoperto che il 20 novembre 1942, oltre a mia madre, è nata un’altra donna con delle qualità. Enjoy.

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