Quando le letture al bagno ci danno ispirazione

Oggi e domani ho i rientri pomeridiani per i consigli di classe. Avrei dovuto postare la nuova classifica, ma mi ci vuole troppo tempo, tra mezz’ora devo uscire. Quindi un’ora fa ho pensato: su cosa posso scrivere il post di oggi (visto che ho anche saltato il post di ieri)? Ho pensato di scriverlo sul libro di racconti che sto leggendo al momento e sul suo autore. Ma non ero ancora sicuro. Sono andato al bagno, luogo, per me, di letture lunghette. Stavo leggendo il racconto “Continuità”, quando trovo questo brano:

[…] Papà gli strappò di mano il secchio. Il granchio era sempre lì, che zampettava nell’acqua di mare.

“Chi ti ha detto di portarlo in casa?” disse papà. Mi agitò il granchio davanti alla faccia. “Questa porcheria puzzolente!” E gli strappò le zampe, a una a una.

Era paonazzo e ansimava. Noi tre – mamma, Clive e io – lo fissammo in silenzio mentre faceva a pezzi il granchio. Quello che non poté strappare, lo gettò a terra e lo calpestò.


Ora, chi ha letto il mio libro, e in particolare il racconto “meduse” (per chi non ha il libro – vergogna! – il racconto si trova quit), si sarà accorto che c’è questa cosa del granchio che li accomuna. Quindi ho pensato che fosse un segno e, appena uscito dal bagno, eccomi qui a scrivere questo (per forza di cose breve) post su PHILIP RIDLEY.

La prima volta che ho letto il nome di Philip Ridley è stato su Anobii. Avevo letto delle recensioni sul suo libro di racconti, Fenicotteri in orbita, e mi avevano incuriosito. Il libro era però fuori stampa e non si trovava, nemmeno in inglese. Allora ho cominciato a leggere quello che ho trovato di lui (perlopiù in inglese e perlopiù teatro); e mi è piaciuto. Poi mi sono informato: Philip Ridley è una specie di enfant prodige della letteratura inglese. Ha iniziato come pittore, e poi ha scritto romanzi per ragazzi e non, teatro per ragazzi e non, sceneggiature (ad esempio, un film inglese cult degli anni ’80, The Krays, con protagonisti i fratelli Kemp degli Spandau Ballet!!!), ha diretto film (uno, Riflessi sulla pelle, l’ho visto, ed è bello, per quanto cupo e inquietante…), e chi più ne ha più ne metta.

Una delle sue tematiche preferite è l’infanzia, di solito triste, marginale, abusata, ma anche piena di quella carica vitale che poi perdiamo nell’età adulta (ammesso che uno ci arrivi…). Ha un bello stile, questo Ridley, in tutte le cose che fa; ha una visione lucida e ambigua, e la comunica perfettamente al lettore/spettatore; ha, come direbbe Patrizia Pasqui, il TONO dell’autore.

La scorsa settimana ho scoperto che hanno ristampato in italiano la sua principale raccolta di racconti Fenicotteri in orbita (Salani editore, 13 euro). L’ho comprato subito, l’ho cominciato ieri e purtroppo l’ho quasi finito. Bravo, Mr Ridley.

Beati voi che non l’avete ancora letto…

Io ora vado ai consigli di classe (yeppiiiiii!!!)

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