E’ andata (in eruzione!)

E’ andata. Bene, direi. Peccato il freddo abbia scoraggiato molte persone. Questo, ad esempio, è un messaggio che ho ricevuto poco prima del Presentacolo:

Emiliano! Io sono così messa: ho il pigiama con una coperta addosso e il riscaldamento a manetta da stamani. Non me ne volere, ma penso di nn presiedere l’evento… xdonami! …in bocca al lupo...

Nonostante le defezioni da freddo, abbiamo fatto un buono spettacolo. Io mi sono divertito, e più che altro sono stato contento di cantare per la prima volta le mie canzoni da solista. E’ stata una specie di debutto. Bene.

Vi racconterò un aneddoto.

Il presentacolo prevedeva, tra le molte cose, delle letture tratte dai racconti. A leggerle: la mia fedele e inestimabile lettrice di fiducia, Alessandra Falca. Essendo però uno spettacolo, prevedeva una certa messa in scena. E Alessandra avrebbe dovuto stare in piedi su un tavolino con un vestito lunghissimo tirato fino a terra, sul fondo del teatro. COSI‘. Ora il fondo del teatro è piuttosto ghiaccino, come sanno quelli che frequentano il Refugio. E Alessandra, notoriamente freddolosa, sarebbe dovuta stare con le spalle e le braccia nude. Sicché mi ha stressato per circa un mese. Ha rimandato, e rimandato, e rimandato la prova, finché è venuto il giorno della generale, dove ha provato a stare in piedi, ferma, a spalle nude, per circa un’ora e mezzo (durata della prova più antecedente sistemazione sul tavolo col vestito). Dopo meno di un’ora le sue gambe hanno cominciato a vacillare e ha avuto bisogno di un sostegno. Troppo freddo.

Visibilmente preoccupata, dopo la prova dice:

“Te lo ricordi l’antigelo che mi comprai qualche anno fa, che me lo mettevo e mi scaldava le mani così, di botto? Chissà se esiste sempre. Ora vado in farmacia a sentire.”

Farmacia San Marco, l’unica a Livorno ad essere anche un laboratorio per la creazione di medicinali. Le danno una crema col silicone fatta da loro. Dice protegge dal freddo. La compra. La prova a casa. Non va bene. Non fa nulla.

Il giorno dopo, seconda farmacia, in Via Ricasoli. Indecisa tra una crema e un olio, su consiglio dell’amica, la dottoressa Micaela, signora del West, sceglie l’olio. Torna a casa, lo prova. Niente da fare. Quello è per gli atleti che se lo mettono e poi corrono. E lei invece deve stare ferma per un’ora.

Il giorno stesso del Presentacolo, terza farmacia, un classico, la farmacia dell’ospedale in piazza grande (pensavate che la farmacia dell’ospedale fosse all’ospedale? mai sottovalutare i livornesi…). La farmacista le dice: con questa non avrai freddo di sicuro, e le allunga una pomata di nome Capsolin. Queste sono le indicazioni terapeutiche:

Capsolin è un efficace revulsivo indicato per alleviare i dolori nevralgici e articolari; è indicato quindi nelle lombaggini, nei postumi dolorosi di contusioni e distorsioni, ed in tutte quelle condizioni nelle quali trovano applicazione i revulsivi.

Revulsivi? Dolori nevralgici e articolari? Lombaggini? Contusioni? Distorsioni? Non sembrerebbe il medicinale adatto alla nostra eroina. Ma lei, sprezzante del pericolo, incurante delle controindicazioni (…si consiglia di lavarsi bene le mani dopo aver usato Capsolin. L’uso, specie se prolungato, dei prodotti per uso topico, può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione o ad eruzioni. In tal caso è necessario sospendere il trattamento e consultare il medico.), decide di comprarlo. Se lo dice la farmacista della farmacia dell’ospedale…

Alle 22 Alessandra si è messa in posizione, è entrata nel vestitone e si è fatta spalmare, sempre dalla dottoressa Micaela, l’unguento magico sulle spalle e sulle braccia nude. Lo spettacolo è iniziato alle 22e20. E’ finito alle 23e10. Dopo i saluti finali, prima che il pubblico uscisse di sala, Alessandra si è fatta aiutare dalla dottoressa Micaela a scendere dal trespolo con queste parole: “Aiutami, fammi scendere, mi prendono fuoco le spalle.” Al che la dottoressa Micaela, liberata l’eroina dall’odioso fardello del vestito, le ha detto seria: “Corri, vai a casa a farti una doccia, hai le spalle tutte rosse, ti prendono fuoco, è un’eruzione!” (già proprio come dicevano le controindicazioni…). Al che la nostra eroina, notoriamente fifona, si veste e si fa accompagnare a casa sempre dalla dottoressa Micaela. Io sono arrivato a casa dopo mezz’ora. La nostra eroina era lì, sul divano, stranamente senza copertina. Dice: “Mi brucia tutto”. Le ho fatto dei lavaggi con una miracolosa polverina all’amido, dono passato della preziosa dottoressa Micaela. La nostra eroina, dopo il caffellatte, è poi andata a letto nella nostra fredda cuccia mansardata. Per la prima volta, durante la notte, non ha patito il freddo.

E ora due parole sullo spettacolo.

Alle 22e20 si accende la luce centrale sul palco. Dall’alto la voce di PSP chiama “Signorina! Signorina!”. Allora entra in scena la Signora Scarpettini che…

Peccato, non c’eravate…

Vi regalerò una foto. Per la quale ringrazio l’Invasata

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