L’opinione di un ggiovane

Ieri sera abbiamo fatto un concerto coi Loungerie al Teatro delle Commedie. Era una serata riservata ai pazienti, parenti e operatori del Centro Basaglia/Blu Cammello. Si è saputo troppo tardi che solo il buffet era riservato, lo spettacolo era aperto a tutti. L’avrei scritto qui sul blog con qualche anticipo. Peccato. E’ stata una bella serata.

C’era, a vedermi, un mio ex alunno che adesso avrà sui 16 anni. So che Gerardo (nome di fantasia) è un gran lettore sin dai tempi delle medie, ragazzo intelligente ma svogliato, molto svogliato, a inglese andava male. Il problema di insegnare inglese alle medie è che non ci sono molte occasioni di parlare di altre cose, come la lettura. Dopo lo spettacolo, sull’uscita, mi sono fermato a parlare con lui. Tutti e due fumavamo una sigaretta. Mi è sembrato strano. Mi dice che ha letto il mio libro (lo immaginavo). Dice che gli è piaciuto, anche se a volte è un po’ troppo cupo. Dice che scorre bene, che è un po’ corto. Dice che non si aspettava un libro così da me. Sorrido. Dice che i suoi racconti favoriti sono stati L’amore che si dà (quello un po’ spinto) e D’istruzione (quello che parla della scuola media). A quanto pare ai ggiovani piacciono i finali a sorpresa…

Ok, sono contento.

Ma parliamo di stasera: consiglio a tutti di venire al Teatrofficina Refugio alle 22 a vedere il film “Moon” di Duncan Jones, su cui ho scritto un post qualche giorno fa. E’ in anteprima livornese, secondo me ne vale la pena.

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