Santo Stefano alcolico

Ieri sera, al Teatrofficina Refugio, c’è stato l’Aperisteven con il cocktail speciale Agua de Valencia e con dj set a cura dei 24 Hour Sleepy People. A seguire il film Dub Echoes sulla nascita della musica Dub. L’aperitivo è andato così bene che abbiamo rimandato la visione del film dalle 22 alla mezzanotte. Solo che a mezzanotte la maggior parte degli avventori era, a dir poco, alticcia, e il film (in inglese coi sottotitoli in inglese) è stato visto solo da una decina persone. Ma poco importa. La serata è andata bene, tanto da convincere una degli avventori della serata, Eleonora L (a destra nella foto, assieme alla sua best friend Viola L, in un simpatico gesto che riassume tutta la sua personalità) , a voler tirare avanti fino alle 5, anzi, fino alle 7 del mattino, che lei c’ha il fisico per fare i bagordi e accusa me di essere il solito vecchio… Ma alle 23 circa, la signorina L si presentava più o meno così sul divanetto all’ingresso del teatro. A ruota, sulla poltrona accanto, Alessandra la seguiva nel mondo di Morfeo, proseguendo la tradizione quotidiana di addormentarsi sempre prima del tempo e nei luoghi sbagliati.

A un certo punto, durante la serata, vedo una ragazza che ha letto il libro. L’avevo incontrata in libreria mentre lo comprava. Sorride. Decide di parlarmene. Mi dice che ha preferito in assoluto la seconda parte rispetto alla prima. Ed è la prima volta che mi viene detto. I racconti che invece preferisco io sono quasi tutti nella prima parte. Mi dice che alcuni racconti le sono piaciuti meno, perché leggendoli ha avuto l’impressione che avrebbe potuti scriverli anche lei. Un po’ come quando si vede un quadro astratto e si dice: “E cosa ci vuole a tirare due linee? Lo so fare anch’io…”.

In inglese c’è questa espressione che riassume il valore dell’arte non figurativa:

A: I could do that! (Lo sapevo fare anch’io!)

B: Yeah, but you didn’t! (Sì, ma non l’hai fatto!)

Io e Alessandra, che sproniamo sempre tutti a produrre cose proprie, condividiamo quest’ipotesi: che tutti possiamo fare tutto. Più o meno bene, d’accordo. Ma tutti possono scrivere. O inventare una canzone. Basta mettercisi d’impegno e provare. Quindi rimboccatevi le maniche, spremete le meningi e create qualcosa di nuovo. Come dice Ale, inventare è una cazzata.

Più difficile è perseverare.

Ma passiamo alle cose serie. Stasera alle 21, al Teatrofficina Refugio, ci sarà la serata Happy Horror PPP: Ponce, Pandoro e Philm di Paura. Con 5 euro si potrà avere un ponce, una fetta di pandoro e assistere alla selezione di film horror fatta dal grande esperto Federico Frusciante di Videodrome, che introdurrà la serata nel suo stile serio ma informale.

I tre film, di un’ora ciascuno, sono per la regia di John Carpenter, Joe Dante e Takashi Miike. Tra un film e l’altro ci sarà una pausa per prendere un ponce al bar. Per maggiori informazioni potete visitare il blog del Teatrofficina Refugio.

P.S. Mentre scrivevo questo post, ho citato Morfeo. Mi è venuta in mente allora una canzone che ascoltavo un po’ d’annetti fa, l’ho cercata su Youtbe e ho scoperto che non si intitola Morpheus, ma Orpheus. Altro mito, altra corsa. Ormai l’ho trovata e vi metto il link. Che bella voce!


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