Il responso di KC

Stanotte non sono riuscito a dormire. Che c’era, la luna piena? O forse è stato il ponce bevuto alle undici alla  serata horror PPP (Ponce, pandoro e philm di paura). Ho fatto tardi, quello sì. Sarò tornato a casa verso le due e mezzo. Sono andato a letto, ma niente. Quando mi piglia così non ci son versi. Alle tre e mezzo ho riacceso la luce, ho provato a leggere un po’. Non mi ha conciliato il sonno. Ho rilassato le mascelle. Ho spento la luce. Nulla. Mi sono alzato, sono andato in cucina e ho acceso la Tv. Col digitale terrestre non vedo quasi niente. Bella fregatura. Ho spento. Ho preso un foglio, il retro di un vecchio compito d’inglese mai fatto, e mi sono messo a scrivere. Ho scritto l’inizio di un dialogo. Parrebbe teatro drammatico. Alle sei, finalmente, torno a letto, non prima di essermi preparato la bombola dell’acqua calda, ché le lenzuola, a quell’ora di mattina, sono parecchio ghiacce.

Ho trovato il sonno.

Siccome stamani dovevo vedermi con qualcuno alle 11, avevo rimesso la sveglia del cellulare alle 10 e mezzo. Parte il suonino a ripetizione. Lo odio. Un’altra giornata iniziata male. Lo prendo, premo il tasto per uccidere il rumore; il mobail, intelligente, mi chiede se voglio accenderlo (senza neanche per favore). Lo accendo. Digito il facilissimo pin. Ci sono, ecco la melodia. E subito dopo il suonino di un messaggio. Con gli occhi semiaperti guardo chi è. E’ KC. Ve la ricordate? Ho scritto un post che la riguardava. All’epoca mi disse che mi avrebbe fatto sapere se le erano piaciuti i racconti. Anzi, se NON le erano piaciuti. Questo è il responso:

Molti racconti li ho letti due volte. Alcuni per riassaporarli e condividerli ad alta voce con qualcuno, altri per digerirli meglio perché mi lasciavano colpita allo stomaco a tradimento. In alcuni vedevo te. In altri vedevo me. O i me possibili. E tutte queste sensazioni in agrodolce, tutte queste corde vibrate così diverse, mi hanno dato la consapevolezza che cazz sei proprio bravo. E che sia l’inizio soltanto. Ora aspetto il romanzo! Un forte abbraccio. K

Ora, a parte l’agrodolce e il cazz, come non si fa ad avercela simpatica?

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