Buona fine.

Mi sono svegliato così, stamattina.

Triste.

Lo sento subito. Sarà qualcosa che ho sognato, boh, non me li ricordo mai, i sogni. Ma tanto belli non devono essere. Avrei voluto scrivere, oggi, la classifica dei racconti di fine anno, ma credo che rimanderò. Potevo scrivere quali sono, secondo me, i migliori film o libri del 2009. O dell’intero decennio. Non lo farò. Mi sono fatto la barba, però. E come ogni volta che lo faccio, penso al tempo che passa. O al tempo che non esiste. A seconda della momentanea riflessione filosofica sull’esistenza. Sull’assenza.

Essendo triste mi son detto: vediamo se esistono delle belle frasi sulla tristezza. Ho guardato un poco.  Non c’è un granché. Alla fine ho scelto una frase di Esenin, cantata in italiano da Branduardi. Non è per niente triste. La trovo molto bella.

Mi piace spettinato camminare / col capo sulle spalle come un lume / e così mi diverto a rischiarare / il vostro triste autunno senza piume.

(Sergej Esenin)


Buona fine.

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