I vezzi al collo

Alessandra va matta per le liste. E un po’ me l’ha comunicata, questa passione. Ogni fine d’anno mi manda elenchi su elenchi dei migliori film, libri, canzoni, gruppi (…quest’anno era addirittura la fine del decennio!). Oppure la lista dei vincitori del Pulitzer, del Booker Prize, del Nebula, e chi più ne ha più ne metta. E poi le piacciono le liste in generale, anche quelle della spesa. Oppure l’elenco delle pietanze in Gargantua e Pantagruel. E poi l’alfabeto, le sfilze di numeri, l’elenco degli ideogrammi, gli indici, i registri, gli inventari…

Oggi, mentre ero ai consigli di classe, ero seduto accanto a una collega, abbastanza giovane e giovanile. Mi sono voltato e mi è caduto la sguardo sul suo collo. Mia madre, quando ad esempio vedeva qualcuno in tv a cui non si sapeva dare un’età, diceva sempre di guardare il collo e le mani. Incamuffabili. Ah, e poi, quando vedeva una donna un po’ in là con l’età, ma sempre piacente perché con l’eterna aria da giovane (un po’ come l’annunciatrice fatina), diceva che era una gallina mugginese. Che siccome è piccolina (proprio come la Maria Giovanna) sembra più giovane.

Dicevo: guardavo il collo a questa mia collega, e in effetti era un po’ molliccio. Ho pensato che dovesse avere più anni di quelli che ha. E poi mi è venuta in mente un’espressione che riguarda una caratteristica fisica: i vezzi al collo.

Che bella espressione.

Per chi non l’avesse mai sentita, spiego meglio. I vezzi al collo sono quelle righe orizzontali sul collo che non dipendono dall’età. “Vezzo”, tra i vari significati, ha quello di monile da portare al collo.  Una collana, in pratica. In effetti queste righe/rughe che circumnavigano il collo sono simili a collane (o, come si dice a Livorno per fare più chic, a gollié). Mi piace questo modo di definirli; lo sentii per la prima volta da una delle mie più vecchie amiche. Claudia, che nella foto esibisce una simpatica faccia, oltre che due vezzi al collo, è nientepopodimeno che la cugina della dottoressa Micaela, di cui ho già parlato; ma mentre la dottoressa Micaela è più orientata sulla farmacologia, la cugina è sempre all’avanguardia nel campo della curiosità anatomica e dei piccoli contrattempi legati allo star bene. Grazie a lei, oltre che con i “vezzi al collo”, ho preso familiarità con altre espressioni legate al corpo umano e che mi piacciono molto: le cuticole, l’alopecia (l’aveva un suo cugino…), l’alluce valgo, i grani di miglio. Che belle parole!

Ecco allora che nel tempo si sono accumulati un po’ di termini relativi all’anatomia che tendo a ricordare per la loro qualità fonetica o evocativa.

Che dite, faccio una lista? Ok, eccola.

Costa fluttuante

Vena succlavia

Vena anonima

Arteria anonima

Sistema linfatico

Sistema simpatico

Sistema parasimpatico (che para simpatico, ma invece…)

Coclea

Falange falangina e falangetta

Ghiandola del Bartolini

Globulo (bianco o rosso)

Piastrina

Sclera

Ponte di Varolio

Muscolo buccinatore

Pancreas

Coane

Adenina, citosina, guanina, timina.

Qual è la vostra preferita?

Ah, da piccolo ero affascinato anche dall’espressione “giradito” (è toscano o italiano?). E ovviamente, anche dall’INNOMINABILE. Che però, essendo innominabile, non si sentiva dire molto spesso.

Via, oggi ho scritto due cazzate. Vi lascio una coclea per consolarvi.

Annunci