Aveva ragione Philip K. Dick

Devo finire di raccontarvi del mio sabato militante, perché non si ferma alla mattina. Il pomeriggio, fino alle 4, ho dato una mano a rifocillare i manifestanti (via, giù, era uno spuntino…) che venivano di lontano, con schiacciata, pizza, prosciutto e vino.

Alle 4 io e Ale siamo tornati a casa per riposarci un po’ e preparare la valigia dei Loungerie, in vista del concerto serale al Teatrino di Villa Corridi.

Alle 6 siamo passati a prendere Missy Elenina Sao Curacao de Toledo from Salviano, che è il nome d’arte completo della prima cantante dei Loungerie.

Alle 6 e 30 siamo arrivati a Villa Corridi (e, nel fare la salita, ho avuto un flash di quando la facevo a piedi o in bici per andare in terza media. Perché sì, come le vere teppe, sono andato alle Gamerra). Raggiunti dagli altri 2 Loungerie, abbiamo fatto subito il soundcheck con gli odiati microfonini ad archetto, che, come li metti li metti, funzionano male.

Alle 7 siamo scesi a Salviano, patria natìa della nostra Missy Elenina Sao Curacao de Toledo from Salviano, come rivela il nome stesso. Lì abbiamo mangiato una pizza alla pizzeria di Norina, sorella di Missy Elenina Sao Curacao…

Alle 8 siamo tornati al teatrino.

Alle 10e30 circa siamo saliti sul palco.  Abbiamo fatto lo spettacolo “ristretto”, togliendo le parti più teatrali.

Alle 11e10 abbiamo finito la nostra esibizione, lasciando il palco alla reunion dei First Experience (i fratelli Luti, Rolando Kappanera, e Johnny Salani).

Ora, perché è stato un sabato militante? Perché il concerto era per raccogliere soldi per pagare gli avvocati a Alessandro, Elisabetta, Vittorio e Selvaggio, i ragazzi agli arresti domiciliari per i fatti di Pistoia. Stamani è cominciato il processo.

Con i Loungerie abbiamo pensato di far loro un omaggio (ai ragazzi, non agli avvocati…), di far sentire la nostra solidarietà. Naturalmente, nello stile dei Loungerie, lo abbiamo fatto in musica, abbiamo messo un inserto nella nostra canzone Freedom, che ci pareva di buon auspicio.

Mi sono emozionato.
Freedom è stato anche il bis della serata, ma il concerto vero e proprio si è concluso con un pezzo inedito. Non è un pezzo dei Loungerie, lo scrivemmo io e Alessandra, insieme alla dottoressa Micaela e al coniuge Carloni, vari anni prima che nascessero i Loungerie, quando Alessandra era tutta immersa nel “periodo science fiction” (che ha preceduto il periodo “cronaca nera”) e scriveva solo canzoni di fantascienza. Durante una serata “creativa” abbiamo buttato giù questo pezzo, Papa Robot. Ovviamente uno pensa subito a PapaRazzi, in realtà fu ispirata dal Woitilaccio.

Siamo circondati dagli androidi.

Aveva ragione Philip K. Dick.


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