Il link all’intervista

E’ già uscita l’intervista in podcast di cui parlavo nel post  precedente.

Nonostante i propositi contrari, l’ho riascoltata.

Hmmmm…

Mi sa che devo migliorare le mie abilità oratorie. C’è questa frase che mi fa ridere:

“…E c’è questa forte aspettativa che debba succedere qualcosa, poi in realtà, come nel Deserto dei Tartari, non succede non succede e poi, no?, succede.”

Ma c’è anche questo periodo che descrive bene le intenzioni del mio ultimo racconto, Avvelenata:

“…La visione che uno ha da bambino è più magica, un’illusione, un’aspettativa rispetto al mondo che non torna più. […] Questa ingiustizia che subiscono i bambini, che poi è la crescita, non è nient’altro che la crescita, accorgersi appunto che l’uomo è un essere finito, che il mondo non è un posto da sogno, in questa visione, in questa epifania, c’è qualcosa di affascinante, c’è un’attrattiva da parte di chi legge, tutti riconoscono immediatamente questi sentimenti: le ingiustizie che uno subisce da piccolo se le ricorda bene. […]”

E così mi sono anche auto-citato.

Fa uno strano effetto.

Va bene, l’intervista completa la sentite qui.

Se volete sapere in anticipo gli argomenti della conversazione, potete leggere i tag di questo post, sempre una fucina di rivelazioni.

A breve, le interviste video degli altri su La Fine Soltanto.

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