Frammenti semi-seri di una presentazione

Ieri pomeriggio, dunque, c’è stata la presentazione di Siuski alla Biblioteca Labronica. E’ andato tutto bene, folto pubblico, atmosfera easy, imbarazzante foto di gruppo per il Corriere di Livorno (robba robbona). A introdurre c’erano il curatore della raccolta, Raffaele Palumbo, e la giornalista del Tirreno Cristiana Grasso. A leggere estratti dai libri, l’attore Giorgio Algranti, visto di recente nella parte del vicesindaco ne La prima cosa bella di Virzì. Anche il pubblico si è fatto sentire, nella persona di una signora non livornese che ha chiesto precise delucidazioni sul termine Siuski, e poi ha continuato ricordando espressioni labroniche per lei incomprensibili tipo “Ci è tornato di casa” o eventi legati a tali espressioni (“…mio figlio, dopo la maturità classica, ha fatto un incidente, mi hanno telefonato dall’ospedale di Livorno dicendomi che era tutto sciagattato, e a me è preso un colpo…”). Sì, parliamo ancora un po’ della simpatia dei livornesi…

A parte questo, nessuno scossone. Ho sorriso quando Cristiana Grasso (perfetta presentatrice del libro, nella sua schietta labronicità) ha detto non solo di ricordarsi il tuffo di siuski, ma anche il rito degli sputi ad esso connesso (succedeva spesso infatti che, prima e durante il tuffo di siuski, gli amici spettatori sputassero burrosi scaracchi sul corpo del tuffatore, che comunque presto se ne sarebbe liberato entrando in acqua. Niente di personale. Solo un po’ di sana goliardia labronica…).

Alla fine della presentazione mi trovo a parlare con lei. Quando dal Tirreno mi chiamò Alice Barontini per propormi il primo articolo sul mio libro, io poi, su sua richiesta, spedii sia a lei che alla Grasso (coordinatrice del progetto) una mail con delle eventuali foto per accompagnare l’articolo. Come sapete, da allora non ho più avuto notizie. Lei si ricordava di me, ha letto il libro, le è piaciuto, mi ha detto che poi la cosa non è andata in porto per problemi di spazi sul giornale (una nuova impaginazione? non ho capito bene…), eccetera eccetera… Ma quello che mi ha colpito, e che adesso so di per certo essere una fissazione dei giornalisti, è che mi ha chiesto quanti anni avevo. Dopo Alice B, dopo la giornalista de “La mia Livorno”, eccone una terza. E io: 40. E lei: certo che sembri molto più giovane, non ti si danno proprio 40 anni (ma quando lo dicono, sembra sempre che ci sia una sfumatura leggermente negativa che non riguarda l’aspetto fisico, come se fossi/apparissi – non so come spiegarlo meglio – “immaturo” per avere 40 anni). E io: bene no? Porto il cappellino così non mi si vedono i capelli bianchi. Sdrammatizzo… E in effetti non ero vestito molto seriamente: maglione blu con strisce laterali gialle e berretto con visiera (tipo basco) alla rovescia, che sennò fa troppo omino.

Dopo Cristiana Grasso, sull’uscita mi blocca una signora. Mi prende per un braccio. Mi fa: Ciao! Sono Luciana. L’amica di Barbara e Giuliano (Barbara amica mia, Giuliano, suo padre).

E io: Ciao, sei quella del gruppo di lettura del mercoledì…

Lei: Sì, il tuo libro l’hanno già letto tutti, non vedono l’ora di chiederti delle cose…

E io: Ah, sì, bene (penso: insomma, bene, dipende dalle domande…). Allora ci vediamo mercoledì a casa tua?

Lei: Sì, vicino al Viale della libertà, te l’ha spiegato Milena?

(Milena Vox, con questo nome da Rockstar, è una mia ex-collega di inglese, anch’essa amica di Luciana – anch’essa, Luciana, ex-insegnante di inglese – che mi aveva chiamato qualche giorno prima per dirmi quando e dove sarebbe avvenuto l’incontro.)

Io: Sì, me l’ha spiegato. Allora ci vediamo lì.

Lei: Sì, a mercoledì. Ciao.

Io: Ciao.

E ora sto diventando curioso.

Dopo, con gli autori di Siuski, ci siamo messi d’accordo per la cena. Patrizia Pasqui, amica e scrittrice, mi saluta.

Pat: Allora, come sta andando il libro?

Io: Bene, abbastanza bene.

Pat: Mia sorella ha letto Siuski, il suo preferito è il tuo racconto.

Io: Bene, no?

Pat: Sì, ormai è una tua fan, le era piaciuto molto anche quello di Crepa! Bisognerà che le regali il tuo libro.

Ecco, se il libro fosse in distribuzione nazionale, alla sorella di Patrizia basterebbe andare in libreria e comprarlo, e invece no. Perché la distribuzione, da (finta-) nazionale è tornata regionale, con un repentino cambio di distributore avvenuto a inizio anno. Eh, ci vuol pazienza…

Io: Te non vieni alla cena?

Pat: No, domattina mi alzo presto. Vado a Londra.

Io: In vacanza? Quanto stai?

Pat: Non proprio in vacanza. Solo 2 giorni. Mio padre compie gli anni e, siccome ha sempre voluto vedere una partita tra due squadre inglesi, lo porto a Londra a vedere Fulham – Aston Villa.

Bello, eh? Chissà com’è contento suo padre…

(Consiglio: se avete i genitori sempre in vita e gli volete bene, vi conviene sbrigarvi a fare questo tipo di cose, perché un attimo ci siamo e l’attimo dopo chissà…)

E, a proposito di compleanno, oggi compie gli anni una matura, brava e intelligente attrice inglese, da sempre compagna e difensora (difenditrice?) dei diritti dei più deboli. Si tratta di Vanessa Redgrave, che compie 73 anni ma è ancora piena di energie, a quanto pare, visto che la rivedo spesso, come guest star, in Nip/Tuck, accanto alla figlia Joely Richardson (l’altra figlia, Natasha Richardson, anch’essa attrice e figlia di Tony Richardson, sottovalutato regista britannico, è morta meno di un anno fa per un incidente sciistico). Life goes on.

Ve la ricordate com’era giovane e bella in Blow Up? Che film geniale!

Come? Qualcuno non l’ha ancora visto?

E’ l’ora che lo veda. Sotto, intanto, il trailer.

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