Cicci forever

Non ho molto tempo per scrivere questo post, perché alle 3 dobbiamo essere al Teatrofficina Refugio per gli ultimi ritocchi al Cicci Festival – Mio non esiste, una due giorni sui creative commons e le loro applicazioni nei vari ambiti creativi.

Il programma, grosso modo, è questo:

Sabato 13 febbraio 2010 (cioè stasera):

ore 19 AperiCicci, Cena-aperitivo al modico prezzo di 7 euro e con un menù da leccarsi i baffi:

  • funghi all’aglio
  • cous cous
  • crocchette di patate con prosciutto e gorgonzola
  • gamberi al latte di cocco
  • insalata di mango
  • pollo al curry rosso
  • patate ali-oli
  • cozze alla vinaigrette
  • sangria a volontà

Durante l’apericicci potremo ascoltare una selezione di musica in Creative Commons con Charlie Atomix alla consolle.

Inoltre la prima sala del Refugio è stata allestita con tre postazioni dove è possibile vedere video informativi (tutt’altro che noiosi) sulle licenze creative, oltre a un montaggio di alcune delle produzioni artistiche svolte finora al Refugio. In più ci sarà una postazione internet col sistema operativo libero e gratuito UBUNTU, dove si potrà firmare una petizione contro il decreto Bondi che, una volta in più, favorisce gli amici della simpatica SIAE.

Ci sarà poi una mostra fotografica in tema: dopo un contest lanciato su un apposito gruppo di Flickr, abbiamo selezionato le dieci foto migliori che saranno esposte all’ingresso della sala teatro; il pubblico potrà votare la propria foto preferita e decretare così il vincitore assoluto. Tutte le foto in concorso saranno inoltre proiettate su grande schermo nella sala principale del Refugio.

ore 22: “Tavola Spigolosa”: sul palco del teatro, in una scenografia simil-felliniana, 12 ospiti parleranno della propria esperienza in merito alle licenze creative. Tra gli ospiti nazionali e internazionali: Antonella Beccaria, scrittrice ed esperta di Creative Commons; I Traficantes de Suenos, da Barcellona, editori in copyleft; Alessandra Falca, che illustrerà il progetto Re.Di.Vivi, Refugio Dischi Vivi, cinque cd autoprodotti a cura del Teatrofficina Refugio e tutti scaricabili gratuitamente da Internet; Gnufunk Radio, una radio di Sarzana che trasmette musica in Creative Commons; Enrico Battocchi detto il Lopo, esperto di software libero; i Licaoni, videomakers livornesi acerrimi nemici dei Loungerie, e che hanno avuto il solo merito di essere i primi a mettere un loro lungometraggio (Kiss me Lorena)  interamente e gratuitamente scaricabile in rete.

A coordinare il tutto verrà, da Barcellona, Virginia Tonfoni, una delle organizzatrici del festival, traduttrice ed esperta di editoria. Speriamo si vesta di rosso.

Domenica 14 febbraio 2010 (cioè domani):

ore 19: tutto come il sabato.

ore 22: proclamazione del vincitore del Cicci photo contest;

a seguire: “Icci Icci sento odor di VideoCicci“, una selezione delle migliori videoproduzioni in Creative Commons a cura dei Licaoni.

E finalmente arrivo al punto:

Sia sabato che domenica, ci sarà nel pomeriggio dalle 16 alle 19, un workshop sulla Slam Poetry aperto a TUTTI. Per farvela breve, i Traficantes de Suenos ci hanno proposto una poesia spagnola che si intitola Bienvenido al Club, di JORGE RIECHMANN:

Noi l’abbiamo tradotta in italiano e in inglese per poter creare una diversa espressione artistica utilizzando la tecnica della Slam Poetry. Lo scopo è quello di produrre, partendo da un testo in Creative Commons, un altro “testo” altrettanto libero, divulgabile e utilizzabile da chiunque. La performance sarà poi messa in scena sul palco del Refugio durante la serata di domenica.

Ora, per chi non sapesse niente sulla slam poetry, eccovi un video di una delle più conosciute cantantautrici e poetesse slam americane, Ursula Rucker. A voi tutti consiglio l’ascolto dell’album Supa Sista, ma intanto guardate come slamma la ragazza:

Per chi conosce l’inglese, si goda il testo e il gioco delle rime e delle assonanze, nonché l’immaginario forte  evocato dalla voce di Ursula. Per chi non conosce l’inglese, eccovi il link al testo con traduzione italiana: come potete ascoltare e leggere, difficilmente una slam è slegata dalle problematiche sociali, razziali o di gender.

Insomma, è un gran bell’evento libero, autofinanziato e antiprovinciale, le serate sono ad ingresso gratuito (magari se volete lasciare una piccola offerta per il rimborso spese treno-aereo degli ospiti…), il workshop idem. Noi del Teatro abbiamo anche scritto per il pubblico uno slogan musicale ispirato al Cicci Festival.

Ma cosa avete da fare di meglio il sabato e la domenica? Guardare le partite?

Ok, allora restate pure a casa…


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