Sanremo e i Loungerie

Tutti gli anni, a casa nostra, durante la finale di Sanremo, si svolge il nostro privato Totofestival, con tanto di regolamento e futuri scenari possibili di vincita, con un gruppo d’ascolto indisciplinato e rumoroso che si sfiderà tentando di indovinare il terzetto vincente.

Lo so, lo so, Sanremo è trash, la musica fa schifo, i siparietti comici imbarazzanti, eccetera. Ma a casa nostra lo guardiamo sempre con molto interesse. A parte il gioco connesso, l’occasione per vedere persone più o meno amiche, il cognac che crea l’atmosfera, è importante per capire cosa ci circonda, a livello musicale. E’ sociologicamente interessante ascoltare i testi delle canzoni. A me e Alessandra, poi, non piace quasi niente, sicché sono più le volte che brontoliamo che altro. All’ascolto di Pupo che, cantando, si rivolgeva direttamente al principino di paglia dicendogli “Tu non potevi tornare pur non avendo fatto niente/Ma non ti sei mai paragonato a chi ha sofferto veramente”, si è rischiato di coprire lo schermo del televisore con un potente getto di vomito sparato direttamente dal divano. Tuttavia Sanremo è una tradizione consolidata, a casa nostra. Ale, per anni, ha cercato di ottenere un biglietto per una qualsiasi serata senza mai riuscirci. I nostri contatti sono piuttosto miserrimi.

Dovete sapere che quest’estate, a fine agosto, Alessandra ha ricevuto una telefonata. Era il direttore di un piccolo teatrino nel pisano che chiedeva ai Loungerie due date per l’inizio del 2010. Dopo consulta con il quintetto, Ale ha deciso due serate a febbraio.

Solo dopo qualche settimana si è saputo che le due date, il 19 e 20 febbraio, ovvero stasera e domani sera, sarebbero coincise coi due giorni finali del Festival di Sanremo. Alessandra, appena appresa la notizia da Internet, ha subito riprovato a chiamare il direttore, cercando di spostare le date. Il direttore le ha detto che avevano appena stampato i manifesti e i volantini e che non c’era modo di spostarle. D’altronde, ha detto, le ho fatte scegliere a voi… In effetti non fa una grinza.

Questo per dire che, per la prima volta dopo anni e anni, io e Alessandra non assisteremo alla finale di Sanremo. Né organizzeremo il classico Totofestival. Pazienza. La nostra espressione artistica ha giustamente preso il sopravvento, per cui voi, invece di guardare quella schifezza del Festival di Sanscemo, potreste venire, stasera o domani alle 21e30, al Teatro delle Sfide di Bientina a vedere i Loungerie in concerto. In scaletta ci sarà anche “Il papa è un robot”, precedentemente eseguita soltanto al teatro di Villa Corridi.

Mi riprometto, comunque, di scrivere un post intero su sanremo. Se non potrò commentare le serate, perché sarò io stesso su un palco, vorrà dire che commenterò i testi della canzoni. E vediamo come è messa quest’italietta.

Intanto, se ancora non vi ho convinti a venire al Teatro di Bientina, potete dare un’occhiata qui sotto e convincervi che sì, siamo più bravi di Toto Cutugno.

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