Io e le mie pietre di paragone

In occasione del doppio concerto dei Loungerie a Bientina mi sono fatto crescere i baffi. Più che baffi, baffetti. Ho pensato infatti che sul palco si addicessero al mio personaggio del professore cattivo che interroga.

Ho deciso di tenerli per un po’, forse li toglierò nel momento in cui mi taglierò i capelli.

Ieri sera sono andato al laboratorio di scrittura, il clubbino del martedì, sono arrivato 15 minuti di ritardo, sicché quando sono entrato nella stanza, erano già tutti al tavolo e qualcuno mi ha detto: “Ti sei fatto crescere i baffi?”. E io: “Sì.” Una: “Sembri un ispettore francese” (questo anche grazie al mio bascappello). Un’altra, più sintetica: “Ti invecchiano parecchio.”

Questo ieri sera.

Stamani ho fatto due ore nella prima paradisiaca. Per premiarli della loro attenzione e impegno, e per vivacizzare la spiegazione di un argomento della prima che odio fare, stamani ho staccato l’orologio dal muro di casa mia in modo da farli esercitare a dire l’ora in inglese. Giravo per la classe girando la rotellina delle lancette e chiedendo, a uno dopo l’altro: “What time is it?”, “What’s the time?”. Il solito invasato.

L’ora successiva sono entrato nella mia seconda scapestrata. Dopo aver segnato gli assenti e aver corretto appena 2 frasi degli esercizi per casa, Carolina, dal primo banco, alza la mano:

Io: “Dimmi, Carolina.”

Carolina: “Professore, si è fatto crescere i baffi?”

Io: “Sì, perché?”

Carolina: “Assomiglia a quell’attore di Capri.”

(L’espressione di Carolina non promette niente di buono)

Io (che amo le serie americane quanto odio le fiction italiane): “Non lo conosco. Chi è?”

Carolina: “Boh,  il nome non me lo ricordo, ha i baffi come lei.”

Io (ridendo e immaginando già la risposta): “Ma è bello?”

Carolina (molto titubante): “Mah, bello no, a me proprio non…”

Dal fondo dell’aula mi viene in soccorso Maria, solitamente silenziosa ma incuriosita dall’argomento.

Maria: “Professore, non è che è brutto, ma a Carolina gli piace Zac Ephron.”

E così dicendo si alza in piedi e apre il diario verso di me, che strizzo un po’ gli occhi e vedo la foto di un ragazzo giovane e carino incollata sulle due pagine del diario. Zac Ephron, I suppose…

Io: “Ah, ho capito, è un altro tipo…”

Carolina (sollevata dal dire la sua verità): “Ecco, sì, è un altro tipo!”

A questa conversazione è seguita un’ora di spiegazione dei comparativi di minoranza, uguaglianza e maggioranza e dei superlativi relativi.

Dopo pranzo, appena acceso il computer, sono andato a controllare e ho gugolato “attore fiction Capri coi baffi”. E’ venuto furoi che si tratta di tale Sergio Assisi, quasi un mio coetaneo. Ho scaricato una foto. Poi ho digitato Zac Ephron e ho trovato un mare di immagini. Ne ho scaricata una.

Ed eccovi il trio al completo:

Io e le mie pietre di paragone.

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