Emilianononstop

E’ cominciato tutto il 12 febbraio.

Sotto a un mio post su una lezione di inglese in classe, è apparso il primo commento di Sandra:

Ciao Emiliano, tu non mi conosci, ma io sì. Sono la grande amica della mia grandissima amica. E tu questa amica la conosci molto bene: Monica. E ha il tuo cognome.
Ieri sera abbiamo festeggiato il mio compleanno e mi ha regalato il tuo libro che sto leggendo. Il racconto dell’albero di Natale mi ha toccato l’anima, è stata pura sofferenza, l’ultima riga… Oddio…
Sono felice di aver trovato il tuo blog, anch’io scrivo, non di professione, perchè non si campa coi racconti… ma scrivo. Puoi passare, se vuoi, sul mio blog.
Intanto continuo a leggere il libro e poi ti dirò…
Sei grande Emiliano, hai una sensibilità particolare.
E salutami la tua sorella speciale. Siamo amiche da una vita intera…
Ciao, Sandra

Il giorno dopo, sempre nello stesso post, è comparso un altro commento. Probabilmente il libro era stato finito ed era stato apprezzato:

Posso farti una intervista che andrebbe su Livornononstop? Mi farebbe piacere, collaboro lì da molto tempo, di solito parlo di artisti.
Semmai scrivimi alla posta di libero, ti rubo poco tempo, si fa per email e facciamo una sorpresa anche a Monica che è così orgogliosa di te… l’indirizzo l’ho messo lì sopra! Vuoi?
Un abbraccio, a presto. Sandra

E così i contatti sono continuati in mail. Sandra mi ha spedito l’intervista, io ho risposto alle domande, ho allegato un paio di foto e ho rispedito il tutto al mittente.

Nel frattempo Sandra ha architettato una sorpresa per mia sorella Monica. In attesa dell’uscita di Livornononstop, l’ha chiamata chiedendole di incontrarsi perché le doveva dire una cosa importante.

Mia sorella si è mostrata subito sospettosa… Forse per il tono misterioso dell’amica e la stranezza della richiesta dell’incontro: cosa sarà successo? Gravidanza? Separazione? Vincita al superenalotto?

Hanno fissato un appuntamento ieri alle 18e30 davanti alla Conad della Leccia (mia sorella abita lì vicino, è stata un’idea sua). Avete presente? Proprio accanto al pratino dove Virzì, nell’ultimo film, ha girato la scena iniziale della periferia urbana, quella della pallonata in faccia a Mastrandrea, fingendo che fosse Milano. Così, tanto per darvi un’idea dell’ambientazione. La sorpresa si sarebbe conclusa con la mia apparizione e la consegna delle riviste a me e a Monica da parte di Sandra.

E’ andato tutto secondo i piani. Sono arrivato davanti alla Conad della Leccia puntualissimo. Da lontano le ho viste arrivare. Era bella l’espressione sulla faccia di mia sorella, che non si aspettava di vedermi lì; ha cominciato a subodorare il complotto, ma non riusciva a capire, anche perché io e Sandra non ci eravamo mai visti.

Siamo entrati nel barrino lì accanto, io ho preso un tè (solo lipton…il tè delle periferie) e loro un orzo. E alla fine sono uscite le riviste. Con due pagine della mia intervista. Alle cui domande non ho fatto fatica a rispondere, ad eccezione di quelle sui film e libri preferiti. Come si fa a dirne meno di venti?

Comunque è stato divertente vedere la faccia di Monica al disvelamento del complotto. La mezzora che abbiamo passato al bar ha avuto un’atmosfera “sospesa”. Forse sarà dipeso dall’ambientazione, chissà. Ma era come qualcosa staccato dalla realtà.

Livornononstop si trova in giro per tutta la città, io ad esempio lo trovo sempre al bar in via grande dove faccio colazione (ora i baristi sanno che sono un aspirante scrittore), e cerco sempre di indovinare il quiz fotografico su una delle vie di Livorno. Talvolta è confortante sapere di essere un livornese di scoglio. Per chi non trovasse una copia cartacea, Sandra ha pubblicato l’intervista sul suo blog. Per leggerla, andate QUI e cliccate sopra le immagini per ingrandirle.

Ringrazio Sandra Mazzinghi per la cura e l’attenzione che ha dedicato a questo progetto, per le belle parole sul mio libro, per una mezzora stralunata di chiacchiere a tre.

Ah, prego di notare, nell’articolo, le didascalie alle foto. A me hanno fatto molto ridere. Soprattutto questa:

“Emiliano Dominici con i baffi”.

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