Gli ex-alunni al concerto del prof.

Ieri sera c’è stato il secondo concerto dei Loungerie alla House of Magic. Rispetto alla prima serata, in cui la platea era scarseggiante (vedi foto), ieri sera si è visto un pubblico ben nutrito. Non sono mancati errori e imprecisioni da parte nostra, ma lo spettacolo è filato liscio, il pubblico s’è divertito, noi pure, io continuo a sperimentare il mio personaggio di professore antipatico con gli spettatori e imparo molto. Ho scoperto che mi piace improvvisare. Ieri ho fatto piangere la nipote scalmanata di Elenina guardandola dal palco, in un momento di silenzio, e dicendole, serissimo: “Allora? hai finito?”. In sottofondo ho sentito la mamma che rideva…

Sto diventando molto cattivo cattivo, come direbbe qualcuno.

L’esibizione di “Houdini”, la canzone che ho scritto e cantato in occasione di questa data, ha funzionato, se non altro per l’improvviso “stacco” drammatico rispetto al resto del concerto. Sul ritornello finale ho quasi pianto, rivelando doti insospettate di attore drammatico. Mi manca solo quella bella voce alla Massimo Ranieri, e la sua faccia spigolosa, e poi sarei a posto.

Ieri, in platea, oltre alla best friend vip di Elenina, fan di lunga data dei Loungerie, c’erano due facce che mi ha fatto molto piacere rivedere.

Quattro giorni fa, sulla pagina di Facebook, mi ha contattato un mio ex alunno dello scorso anno, Alessio, che voleva sapere dove trovare il mio libro.

Tre giorni fa, Lorenzo, altro ex alunno della stessa terza di Alessio, mi scrive questa frase su facebook: “professore indimenticabile”.

Due giorni fa, davanti alla House of Magic, incontro Alessio. Pensavo facesse il corso di magià lì, invece mi ha detto “Professore, sono venuto a prenotare per domani sera. Veniamo io e Lorenzo!”

Un po’ me la sentivo scivolare.

E ieri sono venuti. Quando si è aperto il sipario li ho visti seduti in prima fila, sul lato destro, attentissimi. Vabbè, non è la prima volta che mi esibisco davanti ad alunni o ex alunni… Secondo me è stato più strano per loro, vedermi sul palco in quel personaggio assurdo che canta e balla (e interroga!). Fatto sta che una delle domande più frequenti che la gente mi fa è: “Ma i tuoi alunni lo sanno che canti? Ma ti hanno mai visto coi Loungerie? Ma cosa dicono?”. Io credo che se i miei alunni mi ritengono un buon professore, al di là che insegni loro la mia materia in modo meno noioso possibile, è perché in classe cerco di essere sempre me stesso. E’ ovvio che nelle interrogazioni in classe non mi comporto come nelle interrogazioni che fa il mio personaggio durante lo spettacolo. O che non canto e ballo per farli divertire. Anzi, sono uno dei pochi insegnanti che è ritenuto “alla mano ma severo”. Secondo me il fatto di avere un professore che, al di là della scuola, abbia una vita non standardizzata, come la maggior parte degli insegnanti, che scriva, faccia spettacoli, canti, è uno stimolo, per loro. E’ la dimostrazione che metto in pratica quello che dico sempre loro: “nella vita dovete fare quello che vi fa stare bene.”

Se ci penso, i miei professori erano tutti ammuffiti.

Comunque, dopo il concerto ci sono andato a parlare. Avevano gli occhi che brillavano. Non ci potevano credere di aver visto il loro professore così, secondo me. Ma non erano imbarazzati, come succede alle volte. Avevano visto un bello spettacolo, e forse hanno capito molte cose dei miei metodi di insegnamento, di come sto in classe, di come faccio l’arrabbiato, degli sguardi assassini che lancio a chi chiacchiera a sproposito, delle acrobazie che faccio per riprendere un gesso che sta per cadere, del fatto che non riesco mai a stare fermo alla cattedra, delle volte che inciampo negli zaini quando passeggio in mezzo ai banchi…

Mi hanno fatto un sacco di complimenti e Lorenzo è venuto col mio libro per farselo autografare. Alessio l’aveva lasciato a casa, ma ha già cominciato a leggerlo.

E’ anche questo il bello di fare l’insegnante.

Ma non è tutto rose e fiori.

Ad esempio, adesso vi devo lasciare perché mi apettano cinque pacchi di compiti da correggere entro domattina.

Canta che ti passa…

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