La fine di una lunga storia: l’intervista del Tirreno

Stamani, come tutti i lunedì prima delle otto, è suonata la sveglia del cellulare. La disattivo, accendo il telefono, risuona la musichina del messaggio ricevuto. Guardo.

“Boia deh! che bello l’articolo sul tirreno di stamani complimenti”

Pur intorpidito dal poco sonno realizzato e dal molto desiderato, capisco che il misfatto si è compiuto. Ricordate?

Come prima cosa mi contattò Alice Barontini per un’intervista sul libro da pubblicare sul Tirreno. Niente di fatto.

Poi mi contattò M.A. Schiavina per la pagina “la mia Livorno”. Niente di fatto.

Poi parlai con Cristiana Grasso alla presentazione di Siuski. Niente di fatto.

Quindi, ciò che finora accomuna queste tre esperienze è il niente di fatto e il fatto che tutte e tre le giornaliste mi abbiano chiesto l’età.

Infine, un paio di settimane fa, mi richiama la signora Schiavina. Mi chiede quando posso concederle un’ora per un’intervista telefonica per la pagina La mia Livorno del lunedì. Mi pareva di averla già fatta, penso tra me. Per un attimo ho l’impressione di essere in un film dove il protagonsita rivive la stessa situazione all’infinito. Mi dico: ora mi chiederà quanti anni ho. Invece no, ci diamo appuntamento telefonico per l’indomani all’ora di pranzo.

L’intervista dura un’ora. Mentre le mie penne al ragù sulla tavola di Emilia si raffreddano, passeggio per l’orto-giardino rispondendo a molte domande che riguardano vari aspetti della mia vita personale. Fa freddo e, come le mie penne al ragù, mi ghiaccio.

Poi l’intervista finisce. Non sono soddisfatto delle risposte, ma tant’è.

Doveva uscire lunedì scorso. Niente di fatto.

Eccola, infine. Stamani già qualche alunno la sventolava per l’atrio della scuola: “Professoreeeee!!! Cosa ci fa sul giornaleeeee?!?”. E io: “Chi c’avete in classe? Cosa ci fate fuori? Filate dentro!”

Ma la faccenda è solo rimandata a domani.

I miei giudizi su Livorno mi sembrano un po’ addolciti, e non mi pare di aver parlato di valori importanti trasmessimi da mio padre (il suo motto preferito era, come ricorda mia sorella, Mors tua vita mea).

Per il resto eccola qui:

Non ci leggete? Cliccandoci si dovrebbe ingrandire. E’ la risoluzione migliore che ho potuto darle. Chi ancora non ci legge, può sempre recuperare una copia del Tirreno di oggi, lunedì 15 marzo 2010.

O anche no.

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