Popolare

Mi accorgo che gradisco la celebrità

Talvolta mi stupisco dei saluti per la strada

Sorrisi ed occhiate mi volto di là

E provo imbarazzo per la popolarità

Eppure sono popolare

Ho la casa popolare

In un quartiere popolare

La mia famiglia è popolare

La mia storia è popolare

Il mio cognome è popolare

Io mi sento orso polare in un mondo di zanzare…

(Loungerie – “Popolare“)

No, l’articolone del Tirreno non mi ha fruttato un contratto in esclusiva con Einaudi che mi ha tenuto lontano dalla tastiera. L’unico motivo di questa tre giorni di silenzio è stato il tour de force pomeridiano dei consigli di classe per la scheda interperiodale. La prossima settimana mi attendono la consegna delle schede e i temutissimi colloqui pomeridiani coi genitori, frementi di sapere le sorti dei propri figli in vista della fine della scuola. Ma ho deciso che ci penserò la prossima settimana.

Volevo raccontarvi delle reazioni all’intervista del Tirreno.

Come ho già detto nel post precedente, lunedì mattina mi ha svegliato il tempestivo messaggio di Carloni coi complimenti (con tanto di Boia deh) per l’articolo. Poi, come tutte le mattine, ho spento il cellulare e sono andato a scuola. Lì era già arrivata la notizia, per fortuna non si era ancora sparsa. Avrei dovuto aspettare l’indomani.

Tornato a casa ho riacceso il cellulare e sono cominciati i primi messaggi, dai più semplici e sobri:

– Ciao complimenti un bacio.

– Complimenti per la paginata sul tirreno!

– Che articolo! Complimenti!

a quelli un po’ più invasati:

– Bello bello bello! Bravo!

– Wow che intervista! leggo al bar ma andrò a comprarmi il tirreno dé 🙂

a quelli ironici che citano l’articolo:

– “Ma questa gente [i livornesi] quando lavora?” Ma te quando lavori? 😉

a quelli più elaborati:

– Un gran bell’articolo, Milioni. Sono qui ho terrazza che assaporo il ritmo sudamericano, fiera di te, contenta di esserti amica. Bravo.

– Tu andrai lontano, te lo dice tata! E non ti toccare! Come farebbe il mi figliolo!

Si vede che la celebrità paga: ho persino rimediato l’invito per un aperitivo:

– … Se vi va…ho improvvisato aperitivo a casa mia.

I parenti hanno chiamato.

Per il resto la mia vita è cambiata poco.

Alla lavagna della sala insegnanti era appesa un fotocopia della mia intervista. La battuta più comune fattami dai colleghi è stata: “da oggi dobbiamo darle del lei o del voi?” Non potete immaginare quanti me l’hanno detto.

La notizia si è sparsa per le mie classi (e, suppongo, anche in altre, visto quanti studenti a me sconosciuti, incrociandomi nel corridoio, tentavano di salutarmi più o meno timidamente). Alcuni ragazzini di seconda prendevano in giro una loro compagna perché aveva ritagliato l’articolo. Nessuno ha fatto minimamente cenno al libro, ma qualcuno citava a memoria i miei dettagli biografici. Una ragazzina di seconda ha addirittura dichiarato di averlo letto, l’articolo (“professore, mi c’è voluto tre ore!”). Il che dimostra allo stesso tempo la sua scarsa abitudine alla lettura E un’infinita curiosità che le fa superare anche gli ostacoli più ardui (leggere un’intera pagina di giornale: aaaarghhhh!!!). Dovrò sfruttare questa sua curiosità a fini educativi, visto che nell’ultimo compito ha preso quattro.

La domanda più comune degli studenti è stata: “ma perché è sul giornale?”; il che dimostra la loro svogliatezza nella lettura (hanno guardato solo il titolo e le foto) o la loro scarsa comprensione scritta.

Ecco, per il resto volevo tranquillizzarvi dicendovi che non mi sono montato la testa.

E che la frase sopra è ironica.

Non si sa mai…


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