L’ansietta prima del viaggio

Tra poco più di mezzora ci viene a prendere Mario, il babbo di Alessandra, e ci accompagna all’aeroporto. Mi sembra di aver fatto tutto, mi sono ricordato dei carica-batterie per il cell e per la macchina fotografica, calzini di lana e cotone, le ciabattine, le scarpe di ricambio, il nurofen e il vivincì, la carta d’identità, il pigiama, il cappauei, due libri da leggere (quello di Magda Szabò che devo finire e un classico Stephen King), un taccuino per gli appunti, qualche penna, la scheda di memoria di riserva per le foto, il tagliaunghie, le due guide di Barcellona, la simpatia innata.

Ho solo qualche dubbio sulla grandezza del bagaglio a mano. Per il peso non ci son problemi, ma del volume non sono tanto sicuro… Spero di non dover lasciare a terra delle cose.

Ho sempre un pò d’ansia, prima di partire. Una volta arrivato, poi, è tutto a posto.

Alessandra invece cerca di non pensare all’aereo, perché ne ha una paura matta. Dice che andare con l’aereo è tremendo, perché poi lei, per tutta la vacanza, pensa all’aereo che deve riprendere per tornare in Italia.

Ma vi pare vita, questa, a voi?

Mi piacerebbe tenere una specie di diario online della nostra vacanza a Barcellona, chissà che non ci riesca. Magari trovo un po’ di tempo quando Ale si addormenterà sul divano alle 21e30, mentre fuori la gente sarà appena uscita per cenare e godersi la movida barcelonida.

Che volete farci, è il bioritmo…

See you soon

(stay tuned…)

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