Impara l’arte agli Uffizi (con quiz finale)

Sospendo momentaneamente la pubblicazione del mio racconto a puntate “Impara l’arte”. E’ un work in progress, nel senso che lo sto pubblicando sul blog man mano che lo scrivo e, per vari motivi, ho dovuto interromperlo, pur avendo in mente qualche idea per lo sviluppo successivo e forse anche un finale.

Oggi a pranzo, a casa di Emilia, ho sentito il mago Fox che diceva ai cancerini che le prossime settimane sono estremamente favorevoli per le attività creative, in particolare per la scrittura. Come non interpretarlo come un segno? E in effetti ho qualche progetto in cantiere che…

Basta così, voglio essere scaramantico. Chi vivrà vedrà.

Sabato scorso (in tema con “Impara l’arte”) sono andato agli Uffizi con una mia seconda. Purtroppo non è stato un giro approfondito, la guida ci ha fatto soffermare solo sui quadri di maggior importanza. Ma con grande gioia ho ammirato per la prima volta dal vivo la Maestà d’Ognissanti di Giotto, l’Annunciazione di Simone Martini, l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, la Primavera e la Nascita di Venere del Botticelli, i Ritratti dei Duchi d’Urbino di Piero della Francesca, l’Annunciazione di Leonardo, il Tondo Doni di Michelangelo, e la Testa di Medusa del Caravaggio. Avevamo, come guida, un’ex insegnante molto preparata, che è riuscita a spiegare ai ragazzi, in così poco tempo, i passaggi più importanti da un periodo all’altro (la prospettiva in Giotto rispetto all’arte bizantina, l’umanità dei personaggi di Leonardo rispetto ai predecessori, ecc.). E i ragazzi sono stati attenti e recettivi, rispondendo a tutte le sue domande.

Naturalmente è tutto materiale che potrebbe tornare utile per “Impara l’arte”, qualora le nostre due eroine decidessero di fare una capatina, dopo Chicago, a Firenze.

Prima degli Uffizi siamo andati a vedere la Cappella Brancacci, con gli affreschi di Masolino e di Masaccio. A parte la schiacciante superiorità artistica di quest’ultimo rispetto al primo (la Cacciata dal paradiso terrestre è bellissima), c’è un aneddoto, rivelato a me e ai ragazzi dal custode della cappella, di cui voglio farvi partecipi.

Guardate il dettaglio di questo affresco di Masaccio, La resurrezione del figlio di Teofilo:

Notate niente di strano?

Detto così è abbastanza facile, perché ho concentrato la visione proprio su questo particolare. Ma visto nell’insieme del grande affresco non è altrettanto facile.

La soluzione, per i meno perspicaci, la trovate nel primo commento sotto a questo post.

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