La presentazione e la telecamerina

Ieri sera c’è stata la presentazione del mio libro, La Fine Soltanto, a Virus Libro, una manifestazione letteraria organizzata dalla libreria Rinascita di Empoli. Devo ringraziare, per questa presentazione, Michele Cecchini, autore del romanzo Dall’Aprile a Shantih – anch’esso pubblicato da Erasmo (siamo della stessa scuderia, come avrebbero detto un tempo a Sanremo di due cantanti della stessa casa discografica) – che me l’ha proposta ed è stato disposto a dividere il suo tempo di presentazione con me. Non solo. Avevamo deciso, di comune accordo, di presentarci l’un l’altro, ma lui è stato molto più bravo di me, perché aveva deciso di “sponsorizzarmi” nella città dove insegna (Michele è – ahimé – lucchese, ma insegna a Empoli e abita a Livorno), e quindi mi ha dato molto più spazio di quanto se ne sia concesso lui stesso, e ha usato parole estremamente lusinghiere nei confronti della mia scrittura che, tecnicamente parlando, è diametralmente opposta alla sua.

Ma andiamo per ordine.

Ieri mattina alle 11 mi sono incontrato con Michele alla Gaia Scienza per metterci d’accordo per la presentazione serale a Empoli. Come già spiegato, l’accordo era quello di introdurci a vicenda, ma lui stava già architettando di favorirmi. L’ho scoperto soltanto al momento della presentazione.

Dopo pranzo io e Alessandra siamo andati alla stazione a prendere la nostra amica Valentina di Roma, che avrebbe dormito da noi poiché l’indomani sarebbe partita per la Corsica. Siamo tornati a casa, ci siamo rinfrescati e preparati, e alle 16 abbiamo portato Valentina a fare merenda nella più bella pasticceria di Livorno, Cristiani. Abbiamo deciso di prendere il treno anziché l’auto, perché poi, a Empoli, ci avrebbe raggiunto la dottoressa Micaela in auto e saremmo tornati a Livorno con lei. Il treno per Empoli era alle 17 e 10. Arriviamo alla stazione alle 16 e 50. Parcheggiamo e ci dirigiamo nell’atrio. Sul tabellone notiamo che il treno ha un ritardo di 25 minuti. Alessandra si accorge che ha lasciato a casa la nuovissima telecamerina digitale che mi ha appena regalato per il mio compleanno (che sarà soltanto tra due giorni, ma lei fa sempre così, mi compra il regalo prima, e poi non ce la fa ad aspettare). Per fortuna che il treno è in ritardo, dice Ale, così facciamo in tempo a tornare a casa a prendere la telecamerina. Per fortuna abitate a Livorno, dice Valentina, perché a Roma, un po’ per le distanze, un po’ per il traffico, non sarebbe mai possibile fare una cosa del genere. E così, sentendomi molto fortunato, riprendo l’auto già parcheggiata e, con Ale e Vale, torniamo a casa a prendere l’indispensabile telecamerina. Facendo due conti, il treno sarebbe partito alle 17 e 35, per cui torniamo alla stazione con ben 10 minuti di anticipo rispetto al ritardo, alle 17e25. La sagace Valentina però, una volta nell’atrio, nota che il ritardo segnalato sul tabellone non è più di 25 minuti ma di 15 (penso sia l’unico caso in cui un trenitalia diminuisce il ritardo per strada invece di aumentarlo). Risultato: corsa a perdifiato verso il binario 3. Appena salito l’ultimo gradino del sottopassaggio, sento il fischio del capotreno, ma mi precipito ugualmente alla porta con l’intento di bloccarla  per impedire al treno di partire senza di noi. Il capotreno si impietosisce e aspetta che anche le altre due arrivino trafelate alla porta e salgano insieme a me. Le porte si chiudono, il treno parte. Per fortuna, dice Ale, ce l’abbiamo fatta, e abbiamo con noi la telecamerina! Valentina, senza fiato, non commenta. Io neanche.

Arriviamo a Empoli e non troviamo il chiostro degli Agostiniani, dove si sarebbe tenuta la presentazione. Per strada incontriamo però Franconi, l’editore, che dovrà fare l’introduzione ai due scrittori della sua scuderia. Andiamo alla libreria Rinascita, dove Tamara, l’organizzatrice, ci accompagna al Chiostro. Lì troviamo Michele Cecchini, e infine veniamo raggiunti dalla dottoressa Micaela e dall’amico empo-livornese Ugo, col quale avremmo cenato per festeggiare la sua laurea in architettura dopo soltanto 24 anni di studio matto e disperatissimo.

Alla presentazione eravamo così disposti – da destra verso sinistra: Michele Cecchini, primo autore; Franconi, l’editore; Emiliano Dominici, secondo autore; Alessandra Falca, la lettrice ufficiale. Introduce Tamara che dà la parola a Franconi, che presenta velocemente i due autori, poi passa alla parola a Cecchini, che parla del mio libro e mi fa un paio di domande, Dominici risponde alle domande, riprende Cecchini, che fa un’osservazione e passa la parola a Falca, che legge il mio racconto “Meduse” (che, ho saputo dopo, ha ghiacciato mezzo pubblico), prende la parola Dominici, che introduce il romanzo di Cecchini e gli fa un paio di domande, Cecchini risponde, Alessandra legge un brano di Cecchini, e così via, fino alle immancabili domande del pubblico (nella cui prima fila, da sinistra a destra, erano schierati l’architettUgo, la dottoressa Micaela, la romana Valentina e Tamara l’organizzatrice).

Alla fine della presentazione, tutti contenti, andiamo al tavolo del rinfresco, beviamo un bicchiere di vino, non mangiamo la pappa al pomodoro perché sennò ci roviniamo la cena, io saluto e ringrazio tutti, e andiamo a un’enoteca consigliata da Ugo dove, sul desktop del computer in bella vista, neanche a farlo apposta, si staglia l’immagine a tutto schermo di Scali delle Cantine di Livorno. Scopriamo che i gestori sono fans accaniti della nostra città. Mangiamo bene, beviamo bene ma poco, scrivo una dedica sul mio libro per Ugo (che ancora non l’aveva letto!), diamo a Ugo il regalo di laurea (altri 4 libri), lui ci paga generosamente la cena e verso le 23e30 ci avviamo verso casa, poiché Valentina avrebbe dovuto svegliarsi presto stamani per prendere il traghetto (il traghetto era alle 8 e 15; noi abitiamo a cinque minuti dall’imbarco; lei ha rimesso la sveglia alle sei, perché era un po’ ansiosa).

E così finisce l’avventura.

Come dite?

Non ho più nominato la telecamerina?

No?

Forse perché Alessandra, dopo tante peripezie, quello che ha ripreso con l’indispensabile telecamerina è stato questo:

No comment.

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