Il compleanno austero, i pescigatto e la stella luminosa

Tre giorni fa è stato il mio compleanno.

Lo so, non avevo detto niente, e invece di scrivere un post al riguardo, ho preferito pubblicare la dodicesima puntata del racconto ormai lungo Impara l’arte. E’ stato un compleanno strano, e non ho voluto festeggiarlo. La notte del 22 ho letto un romanzetto intero di Monique Lange, I pescigatto, (di cui trovate una recensione sulla mia pagina di Anobii), la mattina sono stato al cimitero, il pomeriggio ho continuato a scrivere Impara l’arte e ho ricevuto la visita di un’amica, la sera sono andato a cena con Alessandra, dopocena, per non pensare, sono andato a vedere il film Bright Star di Jane Campion (la storia di John Keats e Fanny Brawne) ma abbiamo trovato il cinema chiuso (l’ho visto la sera seguente e, per farvi capire i tempi dilatati del film, basterà dirvi che Alessandra si è addormentata dopo otto minuti, un record assoluto anche per lei). Jane Campion ha perso colpi. Dopo Sweetie, Un angelo alla mia tavola e Lezioni di Piano, da quasi vent’anni non riesce più a trovare il tono giusto per i suoi film.

Il romanzo I pescigatto, invece, mi è piaciuto e c’è il secondo paragrafo che descrive alla perfezione la protagonista, un buon esempio di come, in poche righe, si possa tracciare la personalità del protagonista di un libro:

“Avevo diciotto anni. Ce l’avevo con tutti perché ero grassa e brutta, i miei occhi si riempivano di lacrime per nulla. Ero di un sentimentalismo disgustoso. Mi credevo generosa e non pensavo che a me stessa, mescolando la miseria del mondo con la mia stupidaggine, sempre pronta a compatirmi attraverso gli altri”.

Mi ricorda qualcuno.

Ho notato poi che, nell’ultimo mese, ho divorato vari libri e mi sono accorto di aver letto, di seguito e casualmente, 5 romanzi scritti in prima persona. Questo mi ha fatto riflettere sulla scrittura e su possibili creazioni future.

E’ strano, però, che mentre Impara l’arte è ancora incompleto, io non riesca a scrivere nient’altro, qualcosa di irrazionale mi impone di finire prima quello.

Non ho festeggiato il mio compleanno perché dopo una certa età c’è poco da festeggiare, e perché ho un po’ di disgusto verso il genere umano, ma spero che passerà.

E, a proposito di invecchiare, sentite che bella citazione di Juan Montalvo c’è all’inizio del romanzo Insomnia di Stephen King:

“La vecchiaia è un’isola circondata dalla morte”.

Efficace, no?

Dal canto suo Alessandra ha risposto a questa citazione con il lapidario ed altrettanto efficace:

“Meglio vecchi che morti”.

Per fortuna che stamani son cominciati gli orali dell’esame di terza media, che mi distraggono dalle mie ansie esistenziali (stanotte ho dormito tre ore! Non vi dico in che condizioni sono riuscito a resistere a 9 alunni che portavano quasi tutti gli stessi argomenti, tipo i vulcani, la tettonica a zolle, il fanciullino, la seconda guerra mondiale, il giappone, ecc.).

Che dirvi, d’altro?

Che volevo scrivere un post sulla terribile e ripetitiva programmazione delle arene estive di Livorno (in tre arene, con 109 giorni totali di programmazioni, si ripetono sempre i soliti 40 film, molti dei quali ho già visto durante l’inverno), ma poi vi ho rinunciato.

Che l’altro ieri ho presentato, assieme ai miei colleghi, il libro Siuski al Tennis Club di Villa LLoyd (no, dico, scicche scicche…), nel quale non mi era mai capitato di mettere piede, chissà come mai.

Che sento tutta la fatica del vivere, ma forse è solo la mia immaginazione.

Che tra una settimana mi attendono le ferie estive e vorrei cambiare tutto ma so già che poco cambierà.

Che spero vi piacciano i mini-video girati all’inizio e alla fine di Bright Star. La faccia di Alessandra appena svegliata da 1 ora e 52 minuti di sonno profondo è impagabile. Il secondo video comincia con un pò di buio, pazientate un attimo e ascoltate in sottofondo la poesia di Keats.

Inizio:

Fine:

Annunci