“La conversazione”: un mio raccontino sul Tirreno

Ieri è apparso sul Tirreno un mio breve racconto, assieme ad altri sette del clubbino di scrittura QWERTY.

Qualche mese fa Raffaele, coordinatore del laboratorio, ci propose una collaborazione estiva col Tirreno, dicendo che d’estate hanno sempre molte pagine da riempire, e lui aveva suggerito di scrivere dei racconti a sfondo estivo. “Con quale tema?”, chiedemmo noialtri in coro. Mah, visto che è estate e che si tratta del Tirreno, potremmo orientarci su puppe&culi. Il progetto è rimasto in standby per varie settimane. Poi, con la sconfitta dell’Italia ai Mondiali (e quelle 150 pagine in meno con cui altrimenti ci avrebbero scassato la m.), c’è stato il via libera, a due condizioni: la prima è che i racconti dovevano essere non più di 1800 caratteri spazi inclusi (praticamente 5 o 6 frasi), e che l’originalissimo tema sarebbe stato “Le parole che non ti ho mai detto”. Ognuno di noi si è messo lì e ha scritto almeno un raccontino. Poi, siccome siamo un gruppo democratico, abbiamo votato i racconti migliori, che avrebbero costituito il primo inserto narrativo. Io ne ho scritti due di getto, e li ho sottoposti al giudizio dei miei colleghi. Uno, dal titolo “La lettera”, ha ottenuto un ottimo punteggio, l’altro, “La conversazione”, un punteggio medio. Raffaele li ha raccolti tutti e ha spedito i 12 migliori. Il Tirreno ne ha scelti 8 a sua discrezione e ieri, quando ho letto l’inserto, sono rimasto stupito nel constatare che, tra i miei, hanno scelto quello col punteggio inferiore, che io considero una specie di divertissment.

Per chi non fosse un lettore assiduo del Tirreno (come si fa…) o si fosse perso il numero di ieri, faccio la gentilezza di postarlo su questo blog.

Ora, avrete notato che qualcuno ha cambiato il titolo del racconto, da “La conversazione” a “La conversazione a senso unico”, aiutando così la comprensione del testo per quelli più duri di comprendonio, ma, secondo me, rovinando un po’ la sorpresa. Ma che volete farci: Il Tirreno è famoso per i suoi titoli, alcuni dei quali, in virtù della loro genialità, rimarranno per sempre negli annali del giornalismo d’inchiesta. Volete un esempio? Eccovi accontentati:

Ed è tutto dire…

Vi ricordo che da questa settimana in poi l’inserto è aperto anche a tutti i lettori, quindi chi voglia spedire un raccontino con questo tema al Tirreno, può darsi che se lo veda pubblicare. Se non vi viene in mente il titolo, non vi preoccupate: qualcuno lo troverà per voi.

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