Il Tirreno colpisce ancora

Chi segue questo blog avrà letto, una settimana fa, il post sul mio raccontino pubblicato nell’inserto estivo del Tirreno, e come ad esso era stato cambiato il titolo (da “La conversazione” a “La conversazione a senso unico”) per amore della precisione e a scapito della sorpresa finale. Ecco, oggi ci risiamo. E’ stato pubblicato il secondo racconto, che in origine si intitolava “La lettera”. Ricordo che il tema è “Le parole che non ti ho detto”, e questo è quello che ho buttato giù in pochi minuti:

Ho pensato di scrivere un breve testo (una lettera di sfogo, per la precisione) dove una donna scriveva al proprio compagno, così, di getto, tutto ciò che non le piaceva di lui e della loro storia d’amore. Ma anche qui il Tirreno ci ha voluto mettere del suo, cambiando il titolo originale, per maggiore chiarezza e glamour, come è nella sua tradizione. E qui, ancora più che nel primo racconto, rovinando il finale.

Comunque onore al Tirreno che l’ha pubblicato, credevo che il discorso finale sulla non-maternità potesse dar fastidio a qualcuno (un giorno ve ne parlerò, di come in Italia sia difficile mettere in dubbio la questione della maternità e dell’amore per i figli).

Ma questa storia dei titoli cambiati a proprio piacimento è stupida e deprimente, ma d’altronde si sa, it’s the showbiz, baby.

A tal proposito, guardate belli i titoli di questa civetta del Tirreno: se il primo rientra ancora nei canoni della normalità, il secondo è un CAPOLAVORO.

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