Berlino, arriviamo!!!

E dunque è giunto il giorno della partenza. Per una settimana ho intenzione di staccare da tutto ciò che è livornese, provinciale, meschiniello, roba da oratorio e malelingue, da piccoli egoismi malcelati, e tuffarmi nella mitteleuropa. Torno a Berlino dopo 8 anni e ne ho un ricordo confuso, perché il viaggio di ritorno in macchina, all’epoca, fu un vero incubo: al confine tra Germania e Austria ebbi un attacco di appendicite acuta gangrenosa non diagnosticato al pronto soccorso di Trento (“avrà mangiato cibo troppo speziato…”), né di Livorno (“questo qui è da codice bianco…”). Stetti due giorni con questo dolore immane, vomito, diarrea, finché il mio medico curante (non i chirurghi che mi avevano visitato negli ospedali) mi toccò appena la pancia e mi diagnosticò un’appendicite grave (“questo si impara al primo anno di università…”). Corsa all’ospedale e operazione d’urgenza, con tanto di successiva ferita infetta e una cicatrice che mi impedirà per sempre di fare il modello per la Speedo.

Quindi torno a Berlino (in aereo, anche se Alessandra fa gli scongiuri) con intenzioni serie, prima fra tutte quella di scattare centinaia di fotografie (all’epoca non avevo la macchina fotografica). E di vedere se e come è cambiata in questo decennio scarso. Se è vero, come disse Jack Lang,  che “Parigi è sempre Parigi e Berlino non è mai Berlino”.

Auf wiedersehen!

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