Settembre è il più crudele dei mesi

Lo so, lo so, da una settimana sto trascurando questo blog. Anzi, probabilmente da circa un mese. Ho lasciato in sospeso i fotoracconti di Berlino (ne ho pubblicati 3, dovevano essere 6), il resoconto del secondo giorno al Festivaletteratura di Mantova, le impressioni del primo giorno di scuola, ecc. Ma ho i miei motivi. Il primo motivo è fisiologico. Parafrasando Eliot, che inizia la sua Wasteland con “Aprile è il più crudele dei mesi”, io sostituirei Aprile con Settembre. Settembre è il più crudele dei mesi. E non c’entra niente che non si può più andare al mare. Il primo motivo è che ricomincio a lavorare e, se le prime due settimane di scuola si tratta solo di fare riunioni più o meno utili, più o meno pallose, da quando inizia la scuola coi bimbi è una tragedia, perché devo riprendere il ritmo. Mi sveglio quasi tutte le mattine un quarto alle sette e considerando che la notte faccio fatica ad addormentarmi, mi trovo in classe con le belve (no, scherzo, diciamo solo esserini ultra-energici) dopo un sonno di quattro-cinque ore al massimo. Ora, un conto è quando ero un giovane universitario che faceva i bagordi fino alle tre e la mattina prendeva il treno per la lezione delle nove. Era un’altra età e un altro impegno, reggevo decisamente meglio. Oltretutto quest’anno non mi hanno dato il sabato libero (sorvoliamo), per cui arrivo al venerdì che sono distrutto. Lo so, però faccio due mesi di ferie. Andate in culo.

Il secondo motivo è psicologico, perché per me settembre è mese di lutti, e per quanto faccia di tutto per allontanare il pensiero della Signora e dell’Assenza, spesso non ci riesco e mi incupisco e penso all’assurdità del vivere (ma, più che altro, del morire).

Il terzo è un motivo pratico. E questo non è del tutto negativo. Perché nel frattempo ho fatto molte altre cose. Coi Loungerie stiamo provando un concerto-spettacolo dedicato a Piero Ciampi, col quale ci esibiremo il 14 ottobre alla Bodeguita come evento collaterale del Premio Ciampi. Abbiamo rimontato alcune nostre vecchie canzoni, più alcune cover di Ciampi (ovviamente alla nostra maniera), ma il tutto ha le sue difficoltà, infatti rinunceremo alle nostre stupide coreografie per concentrarci sui pezzi. Io canterò una canzone di Ciampi che mi ha sempre emozionato molto. Ho finito la stesura del mio primo romanzo breve, “Impara l’arte”, ovvero le avventure di Babsy e Rennah, di cui qualcuno di voi ha già letto qualche puntata su questo blog. Devo decidere se scrivere anche un epilogo, ci sto riflettendo molto seriamente. E poi penserò alla eventuale pubblicazione (un incubo). Il romanzetto, letto tutto d’un fiato, acquista una serie di risonanze che altrimenti si perdono nella frammentazione. I fedeli lettori di questo blog che hanno seguito tutte le sedici puntate dovranno aspettare un po’ prima di leggere la fine. Spero di non deluderli. Ho scritto inoltre dei racconti nuovi per un paio di concorsi, e di questo vi terrò al corrente. Il Teatrofficina Refugio riapre i battenti il 10-10-10 ed è da più di un mese che stiamo facendo i lavori per sistemare i camerini, il reparto tecnico e tutto il resto. Il giorno dell’inaugurazione ci sarà la seconda edizione di Indirefugio, che lo scorso anno ha riscosso un notevole successo. Ne approfitto per dirvi che le iscrizioni sono aperte per qualche altro giorno, se avete una canzone inedita che volete presentare, ecco il luogo e il momento adatto. Tutte le informazioni che vi servono le trovate QUI. Che altro? Ah, una cosa che non vi avevo detto: è da vari mesi che sto provando col mio nuovo gruppo: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso e percussioni. Finalmente ci sono riuscito, monterò un concerto tutto mio. Per ora non vi dico altro riguardo a questo progetto, né come si chiama il gruppo, né chi sono i musicisti, né come sono le canzoni (allegre, come potete immaginare). Sono preoccupato ma anche molto contento di portare sul palco dei pezzi scritti interamente da me. Un paio li avevo montati l’anno scorso con Antonio Ghezzani in occasione del Presentacolo La Fine Soltanto, tutte le altre sono inedite (e rigorosamente in italiano).

Insomma, come potete vedere, non sono stato con le mani in mano.

Ecco, rileggendo questo post lo trovo abbastanza inutile, ma tant’è. Vi siete fatti un po’ di cazzi miei, e Alessandra dice che, in un blog, funziona sempre. Tra non molto questo blog compirà un anno di vita, proprio come il mio libro. Sarà tempo di bilanci, forse. Intanto, citando Nada che canta Ciampi, vado… vado più in là.


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