Gainsbourg (Vie héroïque)

Ieri sera, visto che a Livorno non c’è mai un c**** da fare, mi sono guardato il film Gainsbourg (vie heroique). Come suggerisce il titolo, si tratta di un bio-pic sulla vita del grandissimo cantautore francese. In Italia non è uscito nelle sale, strano, no? Il regista, Joann Sfar, è un autore di fumetti, e si capisce sia dalla bella sigla iniziale animata, sia dal personaggio del doppio che compare in tutto il film, un pupazzone con naso gigantesco che funge da coscienza (o diavolo tentatore) nella vita di Serge. Il film comincia nella Parigi degli anni ’40, dove Lucien (il vero nome di Serge), figlio di immigrati ebrei russi, comincia a dimostrare un certo talento per la pittura, per la musica e per la seduzione. Ormai adulto, anche grazie all’amicizia con un altro grande poeta e musicista francese, Boris Vian, decide di abbandonare la pittura per dedicarsi alla musica. E da qui comincia la sua geniale e inarrestabile carriera. Tutto il film è una serie di episodi legati ai successi musicali e sentimentali del protagonista. Riviviamo la sua vita attraverso la musica, le bevute, le sigarette, le storie con Juliette Greco, France Gall, Brigitte Bardot – interpretata da una bellissima Laetitia Casta – Jane Birkin, Bambou. Il film, proprio per questo suo carattere volutamente episodico, non è del tutto riuscito, in alcuni momenti risulta superficiale, ma è interessante per diversi motivi. Innanzitutto l’attore che interpreta Gainsbourg, Eric Elmosnino, è perfetto, gli assomiglia tantissimo; poi, ci sono delle cose della sua vita che non conoscevo (ad esempio la sua attività iniziale di pittore e il suo primo matrimonio – con due figli – a cui ha rinunciato per seguire la sua carriera); poi, il fatto che il film mi ha fatto riascoltare molte delle sue canzoni più famose. Si va da Le poinconneur de Lilas alla struggente La javanaise (una delle mie preferite), da Comic Strip e Bonnie and Clyde con la Bardot alla celeberrima e censurata Je t’aime, moi non plus (originariamente scritta per la Bardot ma poi interpretata dalla Birkin), fino alla interpretazione personalissima della marsigliese reggae (per la quale Gainsbourg ebbe vari problemi). Ma, come ho detto, il film manca un po’ di fluidità nella narrazione e di un approfondimento sulla creazione musicale, cioè si sofferma poco sulla natura di grande sperimentatore di Gainsbourg, che è passato dal jazz, alle ballate, al rock, ai ritmi africani, al reggae, al pop, all’elettronica, e chi più ne ha più ne metta. Certo, non era facile mettere in film una vita così ricca e disordinata, e il regista ha preferito scegliere una via più surreale e onirica, e – come sostiene la didascalia finale – meno ancorata alla verità. Ma è comunque un film che consiglio a tutti, per scoprire qualcosa di più di quel genio irregolare che era Serge Gainsbourg. Meglio che andare a bere uno squallido birrino negli squallidi localini livornesi.

Ecco il trailer:

Una (triste) curiosità: Lucy Gordon, l’attrice che nel film interpreta Jane Birkin, si è suicidata in fase di postproduzione del film.

E un’altra (simpatica) curiosità: a vedere il film, sul divano accanto a me, c’era Alessandra, grande ammiratrice di Gainsbourg. Indovinate un po’? Non ce l’ha fatta neanche ad arrivare all’adolescenza del cantautore. Si è addormentata all’infanzia.

Detto questo vi lascio con il video de Le poinçonneur des Lilas, bellissima e struggente (scritta nel 1958!), di cui vi pregherei di leggere il testo e la traduzione a cura di Francesco Forlani che ho preso in prestito da un post su Nazione Indiana. La metafora finale è da brividi.

Le poinçonneur des Lilas
di
Serge Gainsbourg

(trad. Francesco Forlani)


J’suis l’poinçonneur des Lilas
Le gars qu’on croise et qu’on n’ regarde pas
Y a pas d’soleil sous la terre
Drôle de croisière
Pour tuer l’ennui j’ai dans ma veste
Les extraits du Reader Digest

Et dans c’bouquin y a écrit
Que des gars s’la coulent douce à Miami
Pendant c’temps que je fais l’zouave
Au fond d’la cave
Paraît qu’y a pas d’sot métier
Moi j’fais des trous dans des billets

Sono il bigliettaio di Lilas
quello che vedi ma non guardi mai
e non c’è sole sotto terra
Strana crociera
Per fare in fretta e che finisca
Ho un Reader Digest nella tasca

Leggo quel che è scritto con le dita
Di gente che a Miami fa la vita
Io faccio lo schiavo sulla linea
Sotto in cantina
non ci son mestier da inetti
Io faccio buchi sui biglietti

J’fais des trous, des p’tits trous, encor des p’tits trous
Des p’tits trous, des p’tits trous, toujours des p’tits trous
Des trous d’seconde classe Des trous d’première classe

J’fais des trous, des p’tits trous, encor des p’tits trous
Des p’tits trous, des p’tits trous, toujours des p’tits trous
Des petits trous, des petits trous,
Des petits trous, des petits trous

Faccio buchi, mini buchi, sempre solo buchi
Mini buchi, solo buchi, solo sempre buchi
Buchi in prima classe, di seconda classe
Faccio buchi, solo buchi, sempre solo buchi
Mini buchi, tanti buchi, sempre solo buchi
Tutti buchi, tanti buchi, sempre buchi, solo buchi.

J’suis l’poinçonneur des Lilas
Pour Invalides changer à Opéra
Je vis au cœur d’la planète
J’ai dans la tête
Un carnaval de confettis
J’en amène jusque dans mon lit
Et sous mon ciel de faïence
Je n’vois briller que les correspondances
Parfois je rêve je divague
Je vois des vagues
Et dans la brume au bout du quai
J’vois un bateau qui vient m’chercher

Pour m’sortir de ce trou où je fais des trous
Des p’tits trous, des p’tits trous, toujours des p’tits trous
Mais l’bateau se taille
Et j’vois qu’je déraille
Et je reste dans mon trou à faire des p’tits trous
Des p’tits trous, des p’tits trous, toujours des p’tits trous

Sono il bigliettaio di Lilas
Per Invalides cambiate ad Opéra
Vivo nel cuore della festa
Ho nella testa
Coriandoli come un biglietto
Di carnevale fin dentro al letto

Sotto questo cielo di piastrelle
Le luci dei convogli sono stelle
Allora sogno e quello è il solo svago
Sono ondivago
e nella nebbia alla banchina
una nave si avvicina

Per portarmi via dal buco dove faccio buchi
tanti buchi, solo buchi, sempre solo buchi
quella prende il largo,
la testa è uno svacco
così resto nel mio buco a fare un altro buco
solo buchi, tanti buchi, sempre solo buchi

J’suis l’poinçonneur des Lilas
Arts-et-Métiers direct par Levallois
J’en ai marre j’en ai ma claque
De ce cloaque
Je voudrais jouer la fill” de l’air
Laisser ma casquette au vestiaire
Un jour viendra j’en suis sûr
Où j’pourrais m’évader dans la nature
J’partirai sur la grand’route
Et coûte que coûte
Et si pour moi il n’est plus temps
Je partirai les pieds devant

Sono il bigliettaio di Lilas
Arts et Metiers fino a Levallois
Non ne posso più e non mi vergogno
Da questa fogna
Di andare via troverò il modo,
E appenderò il cappello al chiodo

Verrà poi quel giorno sono certo
Che me ne andrò per strada all’aria aperta
Nella natura inizierò il mio viaggio
Pago il pedaggio
Ma se il mio sogno non lo vale
evaderò all’orizzontale


J’fais des trous, des p’tits trous, encor des p’tits trous
Des p’tits trous, des p’tits trous, toujours des p’tits trous

Y a d’quoi d’venir dingue
De quoi prendre un flingue
S’faire un trou, un p’tit trou, un dernier p’tit trou
Un p’tit trou, un p’tit trou, un dernier p’tit trou
Et on m’mettra dans un grand trou
Où j’n’entendrai plus parler d’trou plus jamais d’trou
De petits trous de petits trous de petits trous
De petits trous de petits trous de petits trous

Faccio buchi, mini buchi, sempre solo buchi
Mini buchi, solo buchi, solo sempre buchi
c’è da andare fuori ,meglio farsi fuori
solo un buco, un altro buco, un ultimo buco
mi metteranno in un gran buco, senza buchi, niente buchi,
mai più buchi, niente buchi, basta buchi, mai più

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