Buon doppio compleanno, La Fine Soltanto!

Ebbene sì. E’ passato un anno da quando ho pubblicato il mio libro La Fine Soltanto e da quando ho inaugurato questo blog omonimo. L’evento è stato quasi contemporaneo, nel senso che il blog è stato aperto un paio di settimane prima, come una sorta di preparazione, ma è solo con l’uscita del libro (14 ottobre 2009) che ho cominciato a scrivere il primo post vero e proprio (15 ottobre). Ricordo ancora tutte le indecisioni che avevo, su cosa scrivere, su come scriverlo… e in effetti, rileggendo i primi post mi accorgo di come le cose si siano evolute da sé, di come la scelta degli argomenti e del tono sia venuta col tempo, abbastanza liscia. E di come il libro e il blog siano andati di pari passo, rafforzandosi a vicenda. Eppure non posso parlarne insieme, occorre che faccia una distinzione. E partirò dal libro.

Usando un termine televisivo, posso affermare che la mia raccolta di racconti ha avuto un ottimo indice di gradimento, maggiore dell’indice di ascolto. Un po’ come i programmi di Rai Tre. La distribuzione è stata solo regionale, e forse i miei sforzi di divulgazione (e quelli dell’editore, direi) non sono stati adeguati al desiderio che avevo di farlo leggere a più persone possibili. Sono un pessimo venditore, e anche un po’ pigro. Preferisco concentrarmi sulla creazione che non sulla promozione. Promuovere bene il proprio libro significa essere determinati, sfacciati e, possibilmente avere delle buone conoscenze che ti sostengano in questo. Non fa per me. Eppure continuo a insistere, sporadicamente. Il 5 novembre farò una presentazione a Lucca, ma è soprattutto grazie all’interessamento dell’amico e collega Michele Cecchini se questo sarà possibile. Ho scritto uno spettacolo intero dedicato al libro, Il Presentacolo, ma essendo più interessato alla creazione che alla promozione, l’ho lasciato andare, una volta messo in scena. Al Festivaletteratura di Mantova avrei potuto autopromuovermi, ma non l’ho fatto, eppure qualche copia del libro l’avevo portata. Ho preferito correre da un incontro all’altro e scrivere i miei articoli di costume per il Corriere di Livorno. Avrei potuto sfruttare il fatto che faccio l’insegnante e promuoverlo presso i colleghi,  i ragazzi e le loro famiglie, ma non l’ho fatto. Insomma, una frana.

Eppure il libro continua a circolare, qualcuno continua a leggerlo. Qualche giorno fa una ragazza che conosco e che frequenta questo blog mi ha detto “Sai che ho letto il tuo libro, mi è piaciuto molto, è tanto che volevo scriverti per dirti le mie impressioni, ma non l’ho ancora fatto.” Ieri, un’altra ragazza che abita a Firenze mi ha detto di averlo letto una seconda volta e che non riesce a decidere qual è il suo racconto preferito (“ma forse è quello che parla dei bambini a Livorno, Il venerdì nero”). E la proprietaria della Bodeguita, il locale dove mi sono esibito giovedì scorso coi Loungerie, era dispiaciuta di averlo cercato a casa il pomeriggio e non averlo trovato, perché voleva la dedica. Per quanto mi riguarda, io non l’ho più letto. Mi fa una strana sensazione, ho paura, dopo un anno, di trovarci troppi difetti. Preferisco andare avanti. Nel frattempo ho scritto nuovi racconti, ormai abbastanza da formare una seconda raccolta. E ho praticamente finito Impara l’arte, dove finalmente ho superato la forma brevissima per arrivare alla lunghezza di un romanzo breve. Uno sforzo enorme. Staremo a vedere.

Riguardo a questo blog, invece, ho approfittato del suo primo compleanno per rileggermi alcune cose. Come ho già detto, questo blog è partito con l’intenzione di promuovere il libro, di vedere il suo cammino, ma ben presto si è trasformato in qualcos’altro, un coacervo di articoli che parlano di musica, cinema, teatro, letteratura, scuola, vita quotidiana, eventi, e altre amenità. Quando sono all’interno del blog, posso accedere alle statistiche, cosa che voi non potete fare, ed è per questo che oggi vi metterò a parte di alcuni dati che lo riguardano. Fino a questo momento il blog ha avuto 29mila e 750 accessi (esclusi i miei, ovviamente), con una media di circa 80 visite giornaliere. Gli articoli pubblicati sono stati 214 (incluso questo), il che significa una media di quasi due articoli ogni tre giorni. Non ho calcolato il tempo che ho passato sulla tastiera per scrivere questi post, ma credo che siano state molte e molte ore. Pare che abbia preso la cosa seriamente. I commenti sono stati 972 e ho usato un totale di 3720 tag per descrivere gli articoli.

Ma eccoci ai dati più interessanti:  i post più letti e come le persone ci sono arrivate, cioè tramite quali tag. Devo dire che la cosa è quasi divertente. Alcuni post hanno avuto un successo iniziale molto alto, ma poi sono rimasti relegati a delle visite occasionali. Altri, invece, che erano partiti peggio, hanno avuto un costante numero di visite, grazie all’argomento trattato o alle parole contenute nei tag. Per fortuna il tag col quale le persone arrivano a questo blog è il titolo stesso del blog, o il mio nome, o una combinazione dei due. Ma, subito dopo, c’è un tag che mi ha sempre fatto molto ridere, soprattutto perché guida la gente in un post che non c’entra niente e che però risulta il più letto in assoluto. Il tag in questione è “uomo nudo”, con le varianti di “uomo bello non famoso”, “uomo disteso”, “morto nudo”, “nudo famoso”. Mi diverte il fatto che le persone che cercano post con questi tag si ritrovino a leggere Londra 1997: un’estate irreale (1210 views!), che parla del funerale di Lady D., dello scultore Ron Mueck e della sua scultura dedicata al padre morto (che scherzetti fanno i tag, eh?)

Al secondo posto troviamo, con 326 views, Avvelenata: un racconto sull’amicizia, un post che contiene un mio racconto inedito su 4 ragazzini di provincia (se non l’avete fatto, vi consiglio di leggerlo, a me piace molto), al quale molte persone sono arrivate tramite il tag “racconti sull’amicizia”, o “racconti sull’amicizia scuola primaria”, o “amicizia tradita”.

Al terzo posto, Musica da viaggio: But not for me, un post musicale dove traduco e analizzo la canzone di Chet Baker (tags: “Musica da viaggio”, “Canzoni da viaggio”, “Chet baker: but not for me traduzione”).

Al quarto posto un altro racconto, Il sogno di una mano, il più autobiografico dei miei racconti, mooolto drammatico, a cui la maggior parte dei lettori è arrivata digitando l’appropriato “sognare una mano” (magari cercavano i numeri da giocare al lotto e si ritrovano con questo raccontino molto allegro…).

Al quinto posto un post più comico, dove racconto le vicissitudini delle eruzioni cutanee di Alessandra durante la messa in scena del Presentacolo. Il post si intitola E’ andata (in eruzione!), e i tag coi quali si è arrivati a questo post variano da “Capsolin crema” e “Capsolin pomata” al più simpatico “Capsolin brucia”.

E via discorrendo. Ricordo che chi volesse leggersi qualcuno dei vecchi post di questo blog, può andare alla voce “Archivi”, nella pagina principale, a sinistra, sotto a “Post recenti”, e selezionare uno dei mesi passati. Oppure può fare una bella ricerca tramite tag nella casellina bianca in alto a destra. O magari si può leggere un bel libro, che male non gli fa.

Navigate, gente, navigate.

 

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