Pogo, Biancaneve, Dexter e, di nuovo, Sufjan Stevens

Parliamo ancora di musica. Approfitto di un link video che mi ha mandato Alessandra per segnalarvi un’artista australiano che nel giro di pochissimi anni è diventato famoso remixando, nella migliore tradizione della House Music, suoni e rumori di celebri cartoni Disney e non solo. Si tratta di Pogo, e il suo lavoro più famoso è forse Alice (2009), che ricordavo di aver visto già qualche tempo fa. Mi aveva colpito il fatto che quel cartone, che come il libro sembra un trip allucinogeno, è perfetto per questo tipo di manipolazione sonora. Ho trovato più divertente, però, quel che Pogo è riuscito a fare di Biancaneve, nel suo video Wishery. E, sarò un po’ retrogrado, ma rimpiango un po’ il vecchio modo di disegnare i cartoni della Disney, che secondo me erano più belli e avevano più anima.

Il link che però mi ha mandato Alessandra riguarda non un cartone, ma il protagonista di una serie televisiva che seguo ormai per la quinta stagione consecutiva e so che, come me, ha molti ammiratori. Si tratta di Dexter, e la bravura dell’attore principale, Michael C. Hall, l’avevo già notata nella mia serie tv preferita in assoluto, Six Feet Under. Comunque, questo è quello che è riuscito a tirar fuori Pogo:

Non male, eh? A me piace molto anche l’ironia che ci mette, ad esempio accostando le immagini del sangue a quelle di Dexter che mangia e beve. Nel suo canale su Youtube potete vederne molti altri, coi protagonisti di Toy Story, Mary Poppins, La Spada nella Roccia, ecc. D’accordo, alla lunga forse stanca un po’, ma qualche minuto glielo si può dedicare.

Ma adesso voglio parlarvi di strane coincidenze. Più di una volta ne ho parlato su questo blog, ma ogni volta non riesco a non stupirmi. Avrà davvero ragione la mia amica Viola a dire che le coincidenze non esistono?Avevo appena finito di guardare i video di Pogo e di cercarlo su Wikipedia quando mi è venuta voglia di riascoltare un brano tratto da Come on, Feel the Illinoise, l’album di Sufjan Stevens su cui ho scritto il post precedente. Il pezzo in questione è John Wayne Gacy Jr, che racconta di un serial killer che ha fatto fuori una trentina di ragazzi a Chicago negli anni ’70. La canzone è molto bella, ho visto il video, ho cercato gli accordi e ho provato a suonarla con la chitarra.

Poi mi sono concentrato sul testo che, in una ventina di righe, riassume la vita di Gacy e si chiude in un modo che lascia di ghiaccio (in pratica l’autore si paragona al serial killer, perché, come tutti, nasconde segreti):

His father was a drinker
And his mother cried in bed
Folding John Wayne’s T-shirts
When the swingset hit his head
The neighbors they adored him
For his humor and his conversation
Look underneath the house there
Find the few living things
Rotting fast in their sleep of the dead
Twenty-seven people, even more
They were boys with their cars, summer jobs
Oh my God

Are you one of them?

He dressed up like a clown for them
With his face paint white and red
And on his best behavior
In a dark room on the bed he kissed them all
He’d kill ten thousand people
With a sleight of his hand
Running far, running fast to the dead
He took of all their clothes for them
He put a cloth on their lips
Quiet hands, quiet kiss
On the mouth

And in my best behavior
I am really just like him
Look beneath the floorboards
For the secrets I have hid

.

Leggendo il testo, quindi mi è venuta la curiosità di vedere chi era questo John Wayne Gacy Jr e ho dato un’occhiata su Wikipedia. A parte la lunga lista delle vittime, alcune ancora senza nome, e l’incompetenza delle forze dell’ordine nel catturarlo, sapete cosa mi ha colpito di più? Tra le varie attività che svolgeva Gacy, una era quella di travestirsi da clown per intrattenere i bambini alle feste, tant’è che è anche conosciuto come The Killer Clown (vi ricorda forse qualche film dell’orrore?). Ecco, sapete il nome che si era scelto come clown? Beh, non lo indovinate? POGO the clown! Ed eccolo qua sotto. Pretty scary, uh?

Ecco, come dire… POGO a go-go!

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