Emily Dickinson e lo stress di MILIONI

Sono appena tornato da due giorni intensi di consigli di classe, ho il timore di star covando un’influenza e sono un po’ stressato. Ieri mattina, all’ultima ora in classe, ho avuto una specie di mancamento: ero seduto alla cattedra in terza, ho avuto una vertigine e mi si è annebbiata la vista dall’occhio sinistro. Mi sono spaventato. I bimbi anche. Sono andato in bagno, mi sono sciacquato la faccia e mi sono un po’ ripreso. Una mia collega mi ha detto: secondo me te la devi prendere un po’ più con calma. E in effetti tutti i torti non li ha. Nelle ultime due settimane, a parte le lezioni mattutine, ho fatto sei rientri pomeridiani (compresi i terribili RICEVIMENTI POMERIDIANI COI GENITORI). In più mi è venuta la brillante idea, a Novembre, di fare compiti che riguardassero abilità diverse. Per cui, per ogni classe, faccio una prova di grammatica, una di comprensione scritta, una di comprensione orale, una di comunicazione, una di produzione scritta: 5 prove moltiplicate per 6 classi per una media di 22 alunni a classe, fanno un totale di… 660 prove da correggere.

Non sono normale.

A parte questo, c’è la faccenda del concerto di MILIONI di domenica prossima che, se da un lato è una cosa lieta, dall’altro mi mette un po’ in agitazione’. Ieri, dopo 5 ore di lezioni mattutine, 4 ore di consigli di classe pomeridiani, mezzora per mangiare mezzo panino, ho avuto la prova generale. Devo dire però che non è andata per niente male. Vedremo.

Nel frattempo vi comunico che, dopo Potrebbe darsi e Hemingway,  su Myspace, Reverbnation e Soundcloud è apparsa la terza e ultima canzone registrata nel fondino di Nico. Si tratta di Emily Dickinson e come potete immaginare parla di Emily Dickinson. Per questo Alessandra mi vuol promuovere come “cantautore letterario”. Per chi non conoscesse Emily Dickinson, dico solo che è un personaggio quantomai interessante, la cui vita ben si presta a melodie malinconiche. Basti il fatto che a un certo punto cominciò a vestirsi solo di bianco e a venticinque anni si rinchiuse in casa, sola con la sua immaginazione e le sue poesie. Come per Hemingway, ho immaginato la Dickinson che parla di se stessa e, in particolare, del suo rapporto con le parole. Sotto la traccia trovate il testo. Nelle prima battute musicali considerate che, nella mia idea iniziale, le note della chitarra elettrica dovevano essere (e magari saranno, in una prossima registrazione) eseguite da una tromba o, al limite, da un violino. Mi sono preso delle licenze poetiche (30 anni invece di 25, un amore che non c’è più, ecc.).

Spero di vedervi domenica prossima al Teatrofficina Refugio per il debutto di MILIONI. Nel frattempo, enjoy.

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Emily Dickinson

Ho deciso di chiudermi a casa e buttare la chiave

Ho deciso che è l’unica cosa che mi salverà

Ho capito che non c’è bisogno di aprire le braccia

Basterà solo immaginare la vita che va

E scrivere mille piccole poesie d’amore

.

Ma l’amore  no non ha sapore, vivo di bianco e parole

E di una nuotata al fiume, quella ogni tanto ci vuole

E nonostante tutto son sola nel mio letto d’amore

.

Ma le parole mi fanno stare male non voglio usarle più

Le parole mi escono da sole non le controllo più

Le parole è quello che rimane se non ci sei più tu

Le parole…

.

Ho deciso che dopo i 30 anni si può rinunciare

Con un’anima inquieta che cerca la tranquillità

Ho capito che bere tisane mi fa stare bene

Allontano il pensiero che corre all’oscurità

E scrivo più di centomila lettere di dolore

.

Ma l’amore  no non ha sapore, vivo di bianco e parole

E di una nuotata al fiume, quella ogni tanto ci vuole

E nonostante tutto son sola nel mio letto d’amore

.

Ma le parole mi fanno stare male non voglio usarle più

Le parole mi escono da sole non le controllo più

Le parole è quello che rimane se non ci sei più tu

Le parole… male male fanno tanto male,

Le parole…male male fanno tanto male, male male fanno tanto male…

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P.S. Emily Dickinson ha le mie stesse iniziali, e io ne vado molto fiero.

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