La neve a Livorno e il troppo entusiasmo

Stamani sono uscito alle 8 e mezzo per entrare a scuola alle 9. Per strada aveva appena cominciato a nevicare. Niente di che, fiocchini piccoli e sterili. Arrivato a scuola, prima di entrare, la neve ha cominciato a scendere più forte, dei bei fiocchi panciuti e asciutti, soffici, silenziosi. Una volta in classe, il silenzio ha lasciato il posto alla sguaiatezza dei ragazzi che avrebbero voluto passare il resto della mattina alla finestra per vedere la neve che scendeva e si accumulava per strada. Ho fatto un’ora di lezione sui Beatles. Poi hanno fatto l’intervallo, cercando a più riprese di aprire la finestra per raccattare la neve sul davanzale e tirarsela addosso. Mi sono arrabbiato. Poi li ho portati all’orientamento per le terze. Alle 11 è suonata la campanella. Ho cambiato classe, sono andato in seconda. Abbiamo parlato della neve, che fiocco di neve si dice snowflake, che fiocco d’avena si dice cornflake, che goccia di pioggia si dice raindrop. Ho consegnato gli ultimi compiti, ho detto loro il voto che intendo mettergli alla fine del trimestre, ho interrogato chi doveva rimediare. Abbiamo corretto gli esercizi. Col passare del tempo, scalpitavano sempre di più. Gli ho dato la lezione per mercoledì, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Il culmine c’è stato alle 12e50, 10 minuti prima dell’ultima campanella. Ha bussato il bidello con una circolare che mi è apparsa subito diversa dalle altre. Veniva dalla provincia. Diceva che a causa della neve e del maltempo le scuole della provincia di Livorno, l’indomani, sarebbero state chiuse. DOMANI SI FA FESTA!!! Urla di gioia incontenibile (non soltanto mie…). Ho fatto preparare lo zaino, visto che ormai mancavano pochi minuti alla campanella finale. Si sono alzati per prendere i giacchetti, preparandosi all’immersione nel bianco della neve. Ma l’entusiasmo era troppo. Tutti in piedi, tutti parlavano a voce troppo alta, qualcuno gridava, un ragazzino ha spintonato un altro. Molto pericoloso. Bene. Al suono della campanella ho fatto rimettere tutti a sedere. Ho detto che saremmo usciti per ultimi. Gli ho fatto riprendere il diario. Gli ho dato da studiare, in più, trenta verbi irregolari. E ho aggiunto: “E a chi, fuori di scuola, si azzarda a tirarmi una palla di neve, lo boccio”.

Indovinate un po?

Nemmeno una palla di neve…

E domani è pure festa.

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