Susannah York R.I.P.

Un breve post dedicato a una bravissima attrice inglese, non molto famosa in Italia, ma che ha lasciato traccia del suo talento in vari film inglesi e americani. Me la ricordo in una delle sue prime apparizioni, nel Tom Jones di Tony Richardson, dove giovanissima, bella e bionda, ricopriva la parte di Jenny Jones. E’ sul finire degli anni ’60 che i suoi ruoli cominciano ad avere una profondità rispecchiata da quei suoi grandi occhi blu. L’assassinio di Sister George di Robert Aldrich, è del 1968 (e causò molto scandalo per la tematica lesbica insita nel film); del 1969 è invece un capolavoro del cinema americano, Non si uccidono così anche i cavalli? di Sydney Pollack, dove la York ricopre il ruolo di una delle aspiranti alla vittoria di una sfiancante maratona di danza durante gli anni ’30. Ricordo di aver visto il film quand’ero molto piccolo (quando la RAI ancora li trasmetteva) e mi rimase impresso nella memoria. Per quel film ricevette la nomination all’Oscar come migliore attrice non protagonista, e lei si indignò perché non aveva chiesto di essere candidata. Questo è il trailer, e se non avete mai visto il film, vi consiglio di procurarvelo.

 

Ma è forse nel 1972 che Susannah York ricopre uno dei ruoli più impegnativi della sua carriera. Si tratta di Cathryn in Images di Robert Altman, per il quale vince il premio come migliore attrice al Festival di Cannes. E’ un film strano nella produzione di Altman, tutto basato sulla deriva mentale e le allucinazione di una giovane moglie schizofrenica. In questo film la York collaborò anche alla sceneggiatura, mettendo a disposizione un suo racconto per ragazzi, In cerca degli unicorni, che viene letto all’interno del film.

Tra gli altri film a cui ha preso parte in seguito, ricordo L’australiano (The shout) di Jerzy Skolimoski, del 1978, la saga di Superman (dove interpretava la mamma del supereoe) e, ahimé, anche Piccolo grande amore, trascurabilissimo film italiano del ’93 con la regia di Carlo Vanzina. Questo perché anche i grandi commettono degli errori.

Il suo nome è citato anche in una canzone di Billy Bragg, The short answer, dove il cantautore inglese esprime la sua ossessione per l’attrice:

Between Marx and marzipan in the dictionary there was Mary
Between the deep blue sea and the devil that was me
If ever anyone could help me with my obsession with
The young Susannah York it was Mary

E infatti, sulla sua pagina di facebook, ieri è comparso un omaggio proprio a Susannah York.

Susannah York è scomparsa due giorni fa a Londra, per un tumore. E a me piace ricordarla così, con la sua immagine sotto la doccia in Non si uccidono così anche i cavalli?


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