I segreti di Virginia

Ho trovato, in un sito chiamato Flavor wire, una lista di 59 cose che riguardano Virginia Woolf e che forse non tutti sanno. Il titolo del post è appunto 59 things you didn’t know about Virginia Woolf, e sono state tratte da vari libri biografici sull’autrice. Se volete leggerle direttamente in inglese, basta che clicchiate sul link poco sopra. Io ho tradotto in italiano quelle che mi sono piaciute di più. Davvero rendono una certa idea sulla personalità della grande scrittrice inglese, che tanto simpatica non doveva essere, ma ai grandi della letteratura è concessa anche un po’ d’antipatia.

3. All’asilo, Woolf fu soprannominata “La capra”.

8. (una delle mie preferite) Woolf una volta trovò un diario che aveva scritto in un periodo particolarmente sano e lucido della sua vita, e rileggendolo scoppiò a ridere.

10. Woolf una volta ha detto che la sua morte sarebbe stata “L’unica esperienza che non riuscirò mai a descrivere.”

16. Da piccola, Woolf tormentava sua sorella più grande, Vanessa, grattando le unghie contro il muro.

26. Woolf una volta ha detto di essersi sentita infelice per ben 24 ore, dopo che suo cognato, Clive Bell, si era preso gioco del suo cappellino.

30. Quando Woolf aveva 13 anni e sua madre morì, disse che era “la peggiore catastrofe che potesse accadere.”

38. La Woolf lottò contro l’anoressia, credendo che il suo corpo fosse mostruoso e che la sua bocca e il suo stomaco fossero squallidi nella loro richiesta di cibo.

40. (vedi i commenti al mio post precedente, Lettera a una figlia) Quello che segue è un estratto da una lettera che Woolf scrisse a sua sorella Vanessa nel giugno 1911: “Non riuscivo a scrivere, tutti i demoni mi assalivano – demoni neri e pelosi. Avere 29 anni e non essere sposata – essere un fallimento – senza figli – pazza, pure, altro che scrittrice.”

43. (un’altra delle mie preferite) Quando l’insegnante di musica d’infanzia della Woolf le chiese quale fosse il significato del Natale, lei rispose dicendo che era per celebrare la Crocifissione, poi scoppiò a ridere e fu allontanata dalla stanza.

47. La Woolf di solito andava in depressione dopo aver finito di scrivere un libro.

56. Quando, durante una cena, Woolf chiese a T.S. Eliot di definire la sua fede in Dio, Eliot non rispose.

Vi lascio quindi con tre consigli di lettura classici: il primo è To the Lighthouse (Al faro), romanzo del 1927; il secondo è il saggio A Room of one’s own (Una stanza tutta per sé), del 1929; il terzo è Mrs Dalloway (La signora Dalloway), del 1924. E proprio da quest’ultimo prendo le frasi conclusive che ho sempre trovato molto belle. Chi non ha ancora letto il libro e ha intenzione di farlo, forse conviene che non le legga. Anche se non è proprio un libro dove si scopre un assassino…

[…] What is this terror? what is this ecstasy? he thought to himself. What is it that fills me with extraordinary excitement?

It is Clarissa, he said.

For there she was.

[…] Che cos’è questo terrore? Che cos’è questa estasi? Che cos’è che mi riempie di un’emozione senza pari?

E’ Clarissa, si disse.

Poiché ecco, lei era là.

Annunci

About this entry