Satisfaction: Rolling Stones, Devo, Cat Power

Tutti conoscono Satisfaction dei Rolling Stones. Nel 2004 la rivista Rolling Stone l’ha messa al secondo posto nella classifica delle migliori 500 canzoni di tutti i tempi, preceduta soltanto da Like a Rolling Stone di Bob Dylan (che, tra l’altro, è dello stesso anno, 1965). A quanto pare le pietre portano bene. Ora, intanto beccatevi il video d’annata, che poi continuo il discorso.

Niente male, eh?

Pare che la canzone sia nata da un’idea di Keith Richards che inventò il celebre riff di chitarra e il verso I can’t get no satisfaction. Poi Mick Jagger fece il resto. Ma c’è da dire che le cose che si ricordano di più della canzone sono appunto il riff di chitarra, il verso che dà il titolo al pezzo e, al limite, le frasi ripetute “and I try” e “Hey hey hey that’s what I say”. Sono sicuro che pochi ricordano il resto della canzone, le parole che la compongono. Che pure non sono niente male, come vedremo tra poco.

Questo post in realtà è stato scritto non tanto per parlare dei Rolling Stones, quanto per mostrare come da una canzone arcifamosa si possa creare una cover che, per quanto si discosti dall’originale, anzi, proprio perché si discosta dall’originale, sia altrettanto interessante. Molti hanno ricantato/risuonato/riarrangiato (I Can’t Get No) Satisfaction, ma alcuni artisti, secondo me, lo hanno fatto in modo esemplare, dando vita a qualcosa di unico, pur nell’imitazione. Prima di parlare di questi voglio però mettervi la versione di Aretha Franklin del 1967, appena due anni dopo l’uscita del brano originale.

Niente di così rivoluzionario, semplicemente Aretha l’ha fatta sua, infondendogli, con gli arrangiamenti e la sua voce, un’anima più soul che rock.

I primi che invece rivoluzionarono il pezzo furono, ovviamente, i Devo che, circa 10 anni dopo, la riarrangiarono così:

Il testo è praticamente lo stesso, ma la canzone sembra il frutto di una maionese ad orologeria  impazzita. E anche se il riff originario è perduto, le linee armoniche e ritmiche di tutti gli strumenti lo sostituiscono alla perfezione.

Ma eccoci dunque arrivati a una versione del 2000 che a me piace tantissimo e conferma la mia idea che una cover deve essere sempre qualcos’altro rispetto alla versione originale, un po’ come dovrebbe fare un film tratto da un romanzo. Sto parlando della versione che troviamo nell’album The Covers Record di Cat Power:

Cat Power stravolge totalmente l’originale. Innanzitutto rinuncia al riff di chitarra. Non solo: cambia gli accordi e la linea melodica. Il modo di cantare è molto più intimista. Ma c’è una cosa ancora che mi sembra incredibile, ovvero che siano totalmente assenti le parole che tutti ricordano della canzone, ovvero “I can’t get non satisfaction”, “And I try” (su cui invece avevano puntato i Devo, balbettando la T iniziale di “Try”) e “Hey hey hey that’s what I say”. In pratica la svuota completamente della sua energia  e ne fa qualcos’altro, una ballata malinconica. Ed ecco allora che il testo, con qualche piccolo cambiamento, si adatta perfettamente alla linea melodica e alla voce della cantante.

When I’m drivin’ in my car                                Quando guido nella mia auto
And the man come on the radio                      E il tipo alla radio
He’s tellin’ me more and more                          Continua a ripetermi
About some useless information                     Informazioni inutili
Tryin’ mess my imagination                              Cercando di incasinarmi l’immaginazione

When I’m watchin’ my TV                                    Quando guardo la TV
And a man comes on to tell me                         E un tipo viene e mi dice
How white my shirts can be                                Come possono essere bianche le mie camicie
But he can’t be a man                                              Ma non può essere un uomo
‘cause he doesn’t smoke                                         Perché non fuma
The same cigarettes as me                                    Le mie stesse sigarette

When I’m ridin’ around the globe                      Quando viaggio per il mondo
And I’m doin’ this and I’m signin’ that             E faccio questo e firmo quello
And I’m tryin’ to make some boy                      E tento di farmi qualche ragazzo
Baby, baby baby, come back                              Baby, baby, baby, ritorna
‘Cause you see I’m on a losing streak               Perché vedi, mi sta buttando male

When I’m ridin’ a round the globe                      Quando viaggio per il mondo
And I’m doin’ this and I’m signin’ that              E faccio questo e firmo quello
And I’m tryin’                                                              E provo
And I’m tryin’                                                              E provo

*****

A parte tutta la storia della satisfaction (parola mai usata da Cat Power, nonostante dia il titolo al pezzo) che è totalmente esclusa nella cover, ci sono anche altri piccoli cambiamenti che vale la pena sottolineare. nalle prima strofa, il verso “Tryin’ mess my imagination”, in realtà nell’originale era “Supposed to fire my imagination”. Quindi nel pezzo degli Stones l’uomo alla radio dava informazioni inutili “che dovrebbero eccitare la mia immaginazione”, mentre nella cover le stesse informazioni cercano di incasinarti il cervello. Suppongo sia perché dal 1965 al 2000 è peggiorata molto la percezione del potere della pubblicità e del consumismo.

La seconda strofa è uguale, mentre nella terza c’è un “restringimento” del testo che dà un significato diverso. Mick dice:

When I’m ridin’ ‘round the world
And I’m doin’ this and I’m signin’ that
And I’m tryin’ to make some girl
Who tell me: baby, better come back later next week
‘cause you see I’m on a losing streak.

Nella versione di Cat Power, a parte “globe” al posto di “world”, e “boy” al posto di girl”, è tagliata la frase “Who tell me”. Sembra una cavolata, ma cambia completamente il senso della strofa. Nella versione originale è la ragazza con cui il cantante/narratore vuole andare a letto che gli dice “bello, ritorna la prossima settimana perché ora mi butta male”, nella cover è la cantante/narratrice stessa che lo dice, e pare non rivolgersi al ragazzo che ha beccato, ma a un probabile amore che non è più con lei e lei vuole che ritorni (“baby baby baby come back, ‘cause you see I’m on a losing streak”).

E anche il finale finisce in modo diverso, con l’immagine di lei che viaggia intorno al mondo, e fa questo, e firma quello, e comunque ci prova. Prova ad andare avanti.

E brava Cat Power.

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