Sanremo e l’orgoglio di essere atei

Stasera comincia il festival di sanremo.

Ovviamente io e Ale siamo già pronti per fare i cappottini. Tutti gli anni è una tradizione.

Sono curioso di ascoltare le canzoni, dopo averne letto i testi (nella stragrande maggioranza insulsi) su sorrisi e canzoni tv. Ho qualche dubbio che la musica possa renderle belle, quelle parole lì… Se mi prende male farò un’esegesi delle frasi più brutte di quest’anno. Se mi prende bene, anche no.

Intanto volevo dire che è vergognoso che ci sia stato anche solo un accenno di polemica per il testo dei La Crus, che recita “Non credo nel peccato amore mio, perché non credo in dio”. Tra l’altro mi sembra una frase parecchio innocua. Non è che dice: “dio non esiste!”; oppure: “io non credo in dio, e te che ci credi sei un idiota…”. Eppure qualcuno ha storto il naso. Spiegatemi, in quest’italietta di merda non si può essere atei? Oppure si può esserlo ma è più opportuno, è più elegante non dirlo? Forse che non bisogna dispiacere a papa Razzi? Io rivendico il mio essere ateo, la fierezza e il coraggio che c’è in questa scelta. Fatemelo dire forte:

DIO NON ESISTE.

Ma, se esistesse, spero che non mi fulmini.

 

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