I testi delle canzoni di sanremo 2011: un’esegesi

Alcuni di voi sanno che a casa di Alessandra Falca si segue sempre il Festival di Sanremo e l’ultima sera, con quei pochi amici che ormai ci sono rimasti, si organizza il nostro personale totosanremo, cercando di indovinare la terzina dei vincitori. Naturalmente ogni anno è una delusione, ma è divertente proprio per questo. Ed è bello criticare a tutto spiano. Sorvolando sui siparietti poco talentuosi di Luca e Paolo, sulle interviste inutili e imbarazzanti di Morandi, sulla conduzione sempre poco sciolta, mi concentrerò sulle canzoni; anzi, sui testi delle canzoni, che anche quest’anno sono, in grande maggioranza, brutti e scontati. Prima di scrivere questo post dicevo: come faccio a concentrare in poche righe il contenuto di ciascuna canzone? In realtà, da quanto sono vuote, è stato facilissimo. E quindi procediamo, in ordine rigorosamente alfebetico.

AL BANO – AMANDA E’ LIBERA: Amanda è giovane e fa la prostituta. Il mondo è cattivo, lei fa una finaccia e ora è un angelo che ci guarda dal cielo. Irritante.

BARBAROSSA e RAQUEL DEL ROSARIO – FINO IN FONDO: L’amore è la cosa più importante di tutte. Si va su e giù. Inutile.

GIUSY FERRERI – IL MARE IMMENSO: L’amore a volte è birichino e ci fa soffrire. E oltretutto non si tromba più. Orecchiabile.

LA CRUS – IO CONFESSO:  Lui tradisce lei ma senza sensi di colpa perché non crede in dio. Lei lo lascia ma lui sa che lo cercherà di nuovo perché i due sono troppo uguali per stare divisi. La mia preferita. Semplice ma efficace.

LUCA MADONIA e FRANCO BATTIATO – L’ALIENO: Lui si sente solo e inadeguato, della serie: solo me ne vo per la città. In più si capisce che è un grande fan di Battiato, tanto da plagiarne tre canzoni in una. Citazionista.

L'alieno

MODA’ e EMMA – ARRIVERA’: Lei piangerà e se ne andrà, ma in futuro basterà una piccola cosa per far risvegliare il suo cuore e troverà di nuovo l’amore. Giovanilista con richiami sixties e negramareschi.

NATHALIE – VIVO SOSPESA: Nathalie vive sospesa. Tra colore dolore tempeste vento respiro sogni tempo ferite sospiri. Assolutamente vuota.

ANNA OXA – LA MIA ANIMA D’UOMO: La vita non è questo granché, ma bisogna sempre ripartire da un punto e, con spititualità, cercare il significato vero delle cose. New age.

L'avatar

MAX PEZZALI – IL MIO SECONDO TEMPO: L’eterno e imbolsito Peter Pan un giorno si sveglia e si accorge che è invecchiato. Patetico.

L'inelegante

PATTY PRAVO – IL VENTO E LE ROSE: Il migliore incipit visivo di tutte le canzoni in gara. Lui è sdraiato su di lei, hanno appena finito di fare l’amore, languidi dopo ben venti minuti di sesso, qualcuno bussa alla porta ma lei gli dice di non alzarsi. Lui probabilmente è sposato, lei probabilmente vecchiotta, ma chi se ne frega? Godiamoci il momento e l’illusione. Gallina vecchia fa buon brodo.

La vera botta

ANNA TATANGELO – BASTARDO: Lui è un bastardo, la fa soffrire da cani e non si sa se la ama davvero. Lei è tosta e vuol rendergli par per focaccia. Ma alla fine è lei che soffre e grida, e oltretutto lo ama. Masochista.

TRICARICO – TRE COLORI: La guerra descritta con gli occhi di un bambino. Ambigua.

DAVIDE VAN DE SFROOS – YANEZ: Sandokan, Yanez e tutta la combriccola (compresi Tremal Naik e la perla di Labuan) trasportati nel presente italiano tra mohiti, red bull, sale giochi e telefonini di ultima generazione. Comasca e astrusa.

ROBERTO VECCHIONI – CHIAMAMI ANCORA AMORE: Cosa ci salverà in questa italietta oppressiva e senza lavoro? Che domande: l’amore! Scontata e furbetta.

E anche quest’anno è andata.

 

 

 

 

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