Figli d’arte: Romain Gavras e la violenza

Ho sempre pensato che i figli d’arte dovessero fare qualcosa di diverso dai loro genitori famosi. Nel senso che è molto rischioso ricalcare le orme di un padre o di una madre non solo celebri, quanto dotati di un talento riconosciuto universalmente. Gli esempi più numerosi vengono dal cinema, ovviamente: quanti figli di divi cinematografici conoscete che abbiano saputo eguagliare la bravura dei loro genitori? Pensate un po’ ai figli di Tognazzi, Gassman, Mastroianni, Mezzogiorno, De Sica (per fortuna Christian si è limitato a fare l’attore brillante e non anche il regista). E la Rossellini? Bella, simpatica, prima attrice (non eccelsa) e poi regista (ancora da maturare, direi), col fantasma di Ingrid e Roberto che incombe sempre su di lei (per non parlare dell’eredità delle sue trascorse love stories con registi quali Scorsese e Lynch). Meglio, allora, il figlio della Loren che fa il direttore d’orchestra. Quelli sopra sono solo alcuni esempi. E solo di casa nostra. Certo, ci sono pure delle eccezioni: Liza Minnelli è una brava cantante e attrice, ma confrontarsi col duo Minnelli-Garland è comunque impegnativo.

Ho sempre pensato che sia legittimo che un figlio di artisti rinomati intraprenda comunque una carriera artistica, anche perché cresce in quell’ambiente e respira arte sin da quando è piccolo. Ma io gli suggerirei di cambiare settore. Volete un esempio classico? Io cito sempre il pittore Pierre-Auguste Renoir e suo figlio, il grandissimo regista Jean Renoir: entrambi eccelsi nella loro arte. Ecco, è bastato spostare di un poco la mira e in due generazioni abbiamo avuto due capisaldi dell’arte francese tra l’800 e il ‘900.

Qualche giorno fa, curiosando su Vimeo, mi sono imbattuto in un ennesimo figlio d’arte. Si tratta di Romain Gavras (classe 1981), figlio del ben più celebre regista greco-francese Costantin Costa-Gavras (che bel nome, è già quasi garanzia di successo…). A proposito, chi non ha visto il suo Z- L’orgia del potere, è vivamente consigliato. E mi sono detto: ecco, un altro figlio di regista che vuol fare il regista. Non poteva fare qualcos’altro? Ho scoperto che ha girato il suo primo lungometraggio lo scorso anno. Prima ha girato cortometraggi, spot commerciali e videoclip. E proprio questi sono presenti su Vimeo. Il primo che ho visto è Stress, un video musicale dei Justice che mi ha colpito molto per lo stile visivo, il montaggio e l’energia che trasuda da quasi ogni inquadratura. Ovviamente ha causato diverse polemiche, proprio per la violenza “gratuita” (come si dice sempre quando si vuol censurare qualcosa) che mostra. Eccovelo qui:

Ma è il secondo video che mi ha colpito molto, e che, se vi è piaciuto quello sopra, dovete vedere fino in fondo. Si tratta di Born Free, di M.I.A, e questo sì che ha causato censure da tutte le parti (mai trasmesso da MTV, né presente su Youtube). In effetti è parecchio forte e lo sconsiglio a chi evita di guardare i film pulp di Tarantino perché c’è troppa violenza gratuita. Solo che dobbiamo vedere cosa si intende per violenza gratuita.

Considerate che M.I.A, pur di origini Tamil, è a tutti gli effetti inglese. E in tutti quei protagonisti dai capelli rossi che appaiono a un certo punto, non si può non vedere una critica al governo inglese per la sua politica storicamente repressiva nei confronti degli irlandesi. A voi il giudizio. Guardatelo fino in fondo. Resta comunque il fatto che il video è un gran bel video:

Convinto da questi due videoclip, mi sono procurato il suo lungometraggio, dal titolo Notre Jour Viendra, che vede come protagonisti Vincent Cassel (altro figlio d’arte, però bravo) e un giovane attore (indovinate un po’?) dai capelli rossi. Un leitmotiv, per Romain. Vi faccio vedere il teaser, poi deciderete voi se procurarvelo o meno.

E questo è tutto. Ogni tanto mi piace parlare di nuove scoperte.

E a voi? Vi viene in mente qualche caso in cui un figlio d’arte abbia superato in bravura il proprio genitore? E per favore non tiratemi fuori Miguel Bosé.

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