In partenza – Copenhagen arriviamo!

E dunque siamo in partenza. Dopo il vortice livornese di Effetto Venezia, evento su cui non ho pubblicato niente (artisticamente il festival era molto scadente, e lo dico a ragion veduta perché ho visto quasi tutti gli spettacoli in programma, ed erano spesso deludenti; però mi piacciono quei dieci giorni in cui Livorno sembra un’altra città, piena di gente in giro per le strade, locali aperti, voglia di prendere aria; appena finisce Effetto Venezia, poi, il quartiere si svuota e c’è la morte), eccoci pronti per la vacanza estiva 2011. Purtroppo non staremo via molto, neanche dieci giorni. Ma ci servono per cambiare aria e per staccare dall’estate labronica. Prima di, ahimé, tornare al lavoro.

Le mète scelte quest’anno sono due: andiamo in aereo ad Amburgo, dove ci ospiterà la nostra amica Sabrina, cha abità lì da più di 15 anni e non siamo mai andati a trovarla. Dopo tre giorni, prendiamo il treno (o il bus) e andiamo a Copenhagen, dove staremo 5 giorni. Volendo, col traghetto, si può visitare anche Malmo, che è a un tiro di schippo da Copenhagen, tanto per dire che siamo stati in Svezia. Vedremo quando siamo lì.

La settima stagione di Weeds inizia proprio a Copenhagen, precisamente a Christiania, dove Shane, Silas, Andy e Doug si sono trasferiti in attesa che l’eroina, Nancy Botwin, esca di prigione, e dove non mancheremo di fare una capatina.

Non sono mai stato a Copenhagen, e non ne so un granché, quindi sono contento di scoprire una città nuova. Credo anche che, da buon professore d’inglese, farò una deviazione a Nord per vedere il castello di Elsinore, dove il tormentato principe Amleto affrontò la sua triste sorte.

Ogni persona che incontro e alla quale dico che andiamo a Copenhagen, però, mi nomina LEI:

Molto più interessante, credo, sarà la nuovissima statua che l’artista amburghese Oliver Voss ha piazzato in mezzo al lago Alster di Amburgo. Si chiama The Bather, la bagnante, è in acciaio, styrofoam, resina e pittura, ed è alta quasi 4 metri e lunga oltre 20.

Starà immersa nell’acqua per dieci giorni, quindi spero di trovarcela ancora domani pomeriggio. Una foto da parte mia se la merita.

A proposito di foto, ho già messo in carica la mia fedele Nikon. Aspettatevi, come al solito, centinaia di scatti. E, se ho tempo, anche qualche fotoracconto sul blog.

Mi pare tutto, per ora.

Alessandra è entrata già nel mutismo pre-volo. Ricordate?

Per favore, San Ryan d’Irlanda, proteggici tu.

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