About the book

LFS

 

la fine soltanto

una raccolta di racconti di emiliano dominici

erasmo editore

2009

12 euro

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  1. ho letto due volte il libro, perchè alcuni pezzi dovevo risentirli per “entrarci dentro” non tutti mi sono piaciuti, dopo un po’ la particolarità del finale a sorpresa è diventato un espediente, sapevo già che doveva accadere, e allora non è più sorpresa e mi ha annoiato…

    Invece alcuni racconti sono potenti, shopping è quello che mi ha preso di più, da subito diventi il bambino, cammini dentro di lui, vivi con lui le sensazioni, le tensioni, le paure… l’ abbraccio liberatorio finale… chi se ne frega, del perchè… QUELLO è successo, altre spiegazioni sono di troppo. E poi, dopo ieri sera volevo dirti che basta dire sempre che siamo insegnanti: se avessimo fatto un altro mestiere, avremmo COMUNQUE scritto perchè è un linguaggio nostro, attraverso il quale ci esprimiamo probabilmente meglio che a voce. Le persone, la vita degli altri, che poi è uno specchio della nostra, sarebbe stata il contenuto dei nostri scritti, anche se avessimo fatto un altro mestiere… questione di SENSIBILITA’ e basta. Acuto e disarmante nella sua verità l’ ultimo racconto… Contenta di leggerti come di conoscerti, Simo

  2. Ciao Simo, grazie di questo post.
    E’ normale che in una raccolta ci piacciano più alcuni racconti rispetto ad altri, è quello che succede anche a me (anch’io, della raccolta, ho i miei racconti favoriti e quelli sfavoriti). Ma forse la minore qualità di alcuni serve anche ad apprezzare di più quelli migliori.
    Questo è il mio primo libro e rileggendolo ci trovo molti difetti. Quello dell’espediente finale può essere uno, ma credo valga soprattutto per i racconti meno sviluppati, e quindi forse meno riusciti. Capisco però bene cosa intendi.
    Riguardo al nostro lavoro, devi sapere che il mio non è stato un bisogno, una missione, come lo è per molti insegnanti. Non ho scelto di fare l’insegnante, è l’insegnamento che ha scelto me. Ho vinto un concorso e, senza mai aver fatto una supplenza, sono stato catapultato in un mondo che ho vissuto dall’interno per tanti anni (le scuole, l’università, il dottorato), ma solo da discente. Ora sono dall’altra parte della barricata. E’ diverso. Dopo dieci anni, però, mi ritengo fortunato ad avere un lavoro come questo, perché lavorare coi ragazzini è sfiancante, ma ti ricarica dal punto di vista intellettuale, emotivo, ti fa mettere in dicussione ogni giorno, ti fa crescere. Gli studenti ti succhiano via l’energia, e lo sanno, c’è quasi sempre un leggero sadismo nel volere che gli insegnanti ci ammirino e ci amino, ma sono inconsapevoli dell’energia che ti danno indietro, perché un insegnante accetta la sfida nella speranza di insegnargli davvero qualcosa (non parlo di nozioni, ovviamente) e trovare così un senso al proprio lavoro.
    Un’ultima cosa: l’altra sera, alla presentazione in Corea, ti ho sentito leggere i tuoi scritti. Ti ho ascoltata bene. Quello che mi è rimasto più impresso, al di là di alcune immagini forti o buffe, è la musicalità di quel che hai letto (bene). Penso che questo progetto di registrare su CD le cose che scrivi è buono, perché è nell’oralità che esse danno il meglio: sono voce, più che parole scritte.

    Collega, resistiamo, in questa scuola pubblica che vogliono demolire.

  3. ciao emiliano! complimenti per il libro! son tornato appena adesso dal presentacolo … bello anche quello! complimenti anche per le canzoni in inglese . . . molto melodiose anke se non sono riuscito a capire se non la parola “love” o mi sbaglio . . . io sono quello che comprai il libro la domenica scorsa e stasera . . . son tornato a vedere … il presentacolo.
    complimenti ancora e tanti cari auguri !!!

  4. Ciao giuseppe, sono contento che ti sia piaciuto il libro. Per la canzone in inglese avevo ideato una specie di servizio di sottotitoli fatti in casa, ma poi non ce l’ho fatta a realizzarlo. Sarà per la prossima…
    P.S. Qual è il tuo racconto preferito?

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milioni - un cantautore letterario


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